Con la conclusione del confronto previsto per questa mattina tra Governo e sindacati arrivano importanti aggiornamenti in merito al tema delle pensioni anticipate tramite l'APE ed in particolare ai limiti che saranno inseriti per poter fruire della misura denominata come "social". Secondo le prime dichiarazioni rilasciate all'uscita da Palazzo Chigi, la platea che potrà fruire dell'opzione di prepensionamento senza l'applicazione di penalizzazioni sarà destinata a disoccupati, disabili e parenti di disabilie persone che hanno svolto attività faticose, mentre secondo Domenico Proietti della Uil il Governo inserirà ulteriori categorie rispetto a quelle che risultano già incluse all'interno dei lavori usuranti.

Anche i lavoratori precoci potranno fruire dell'APE social, ma solo se possiedono almeno 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni, oppure se disoccupati o appartenenti alle categorie previste dall'APE "social". Tornando a quest'ultima, la parte più critica resta la definizione dei paletti relativi a reddito e contribuzione, che potrebbero rendere inefficace la misura per molti lavoratori in attesa di un riscontro. Vediamo insieme in cosa consistono i criteri individuati dal Governo e come si applicheranno nel concreto alla platea dei pensionandi.

Pensioni anticipate e APE social 2017, i criteri contributivi e di reddito decisi dai tecnici

Rispetto a quanto era già emerso in precedenza, sono stati finalmente sciolti i dubbi relativi aicriteri contributivi e di reddito utili per fruire della misuradi pensionamento anticipato senza la penalizzazione applicata alla futura mensilità. In contrasto conquanto ipotizzato in precedenza, restacomunque necessario aver accumulato almeno 30 anni di contribuzione, mentre un altro limite prevede che il reddito risulti inferiore alle 1350 euro lorde.

Per coloro che invece sceglieranno di uscire in via volontaria la rata del prestito sarà legataall'applicazione di interessi sulla futura pensione per circa il 4,5%/4.6% l'anno.

Pensioni flessibili, i primi commenti dei sindacati

Appare criticala posizione della Cgil sull'Ape social ed in particolare sul criterio contributivo adottato per poter accedere alle tutele pubbliche. "Il Governo Renzi si rimangia la parola" spiega il sindacato, lanciando un commento tramite l'account presente su Twitter.

Particolarmente invisa sarebbe la scelta di agire in senso peggiorativo sul parametro dell'anzianità contributiva, passando dai 20 anni di versamenti presenti nelle prime ipotesi sul tavolo ai 30 anni della misura definitiva. Per Proietti della Uil resta comunque importante il fatto di aver fatto passare il principio della Quota 41, mentre il Governo si è impegnato anche versol'eliminazione delle penalizzazioni applicate ai lavoratori precoci che accedono alla pensioned'anzianità prima dei 62 anni.

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