Il Governo Gentiloni risulta tuttora impegnato sui decreti attuativi e iniziano già le nuove richieste da parte dei sindacati. Come già tanti sanno, l'Ape sociale è una delle più importanti misure introdotte con la Legge di Bilancio 2017 volta a garantire una copertura previdenziale alle categorie più svantaggiate.

Ape Sociale, una nuova proposta di Fillea

Si tratta di un intervento parziale visto che non abbraccia l'intera categoria che effettivamente potrebbe beneficiarne.

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E' per questo motivo che il segretario generale di Fillea Alessandro Genovesi si vede costretto a chiedere ulteriori modifiche sull'Ape sociale al fine di includere anche i lavoratori del settore edili visto che, come molti altri rischiano di rimanere esclusi. Come annunciato più volte, la misura consentirebbe l'accesso alla pensione dopo il raggiungimento di almeno 63 anni e 7 mesi di età anagrafica accompagnati dai 36 anni di versamenti contributivi ma solo ai disoccupati rimasti privi di ammortizzatori sociali, agli invalidi al 74 %, ai lavoratori usuranti e a coloro che durante i loro periodi lavorativi hanno assistito familiari con disabilità grave.

Esclusi anche i nati nel 1954 e nel 1955

Il requisito anagrafico, tuttavia, mette un'altra restrizione a sfavore dei lavoratori nati nel 1954 e nel 1955 visto che, raggiungeranno il requisito anagrafico nel 2021.

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Pensioni

A questi, come ricorda lo stesso Genovesi, vanno aggiunti gli appartenenti al comparto edile che verrebbero penalizzati dalla discontinuità della loro attività lavorativa. "Le soglie imposte impediranno agli operai edili di accedervi, visto la discontinuità che caratterizza il nostro settore", ha ribadito il segretario generale di Fillea.

Tutto ciò, dovuto forse alla tempestività con cui è stata approvata la Legge di Stabilità che non ha permesso ulteriori modifiche nel testo e potrebbe compromettere, difatti, il futuro previdenziale di questa categoria di lavoratori.

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Intanto, le parti sociali e in modo particolare la Uil, si preparano ad avviare la Fase 2 del confronto con il Governo che potrebbe portare ad importanti cambiamenti in campo previdenziale.

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