Mentre il Governo Gentiloni sta tuttora lavorando sui decreti attuativi che dovrebbero essere pronti per il 2 marzo, i sindacati continuano a chiedere l'avvio della Fase 2 del confronto al fine di chiedere nuovi interventi per dare finalmente risposta alle questioni rimaste irrisolte dopo l'entrata in vigore della nuova Legge di Stabilità.

Avviare il confronto, la Uil preme il Governo

Ad intervenire sul fronte previdenziale, è la Uil guidata da Carmelo Barbagallo che continua a premere l'esecutivo al fine di avviare la Fase 2 del confronto e non solo.

Nei piani del sindacato, anche l'obiettivo di dare attuazione al documento firmato nel mese di settembre 2016. La nuova Legge di Bilancio, ha provveduto all'introduzione di alcune misure volte a garantire una copertura previdenziale ad una platea ristretta di beneficiari tralasciando alcune questioni ancora irrisolte.

Si tratta di alcuni interventi a favore dei giovani che oggi fanno sempre più fatica a trovare un'occupazione. Altri, invece, per estendere il regime sperimentale donna a favore delle lavoratrici.

Stando a quanto stabilito nel verbale di intesa firmato lo scorso anno, il nuovo Governo dovrà lavorare anche per una probabile introduzione del bonus di contribuzione figurativa e sulla separazione della spesa assistenziale da quella previdenziale.

Ecco gli interventi oggetto di discussione del confronto

Nel mirino delle parti sociali, anche nuovi interventi per modificare alcune norme rigide dettate dalla precedente Riforma Fornero che potrebbero essere oggetto di discussione in sede di confronto con il Governo.

Non è escluso, quindi, che potrebbero ritornare al centro del dibattito le misure a favore dei lavoratori precoci alle prese con il meccanismo di Quota 41 che, stando alle norme della nuova Finanziaria sarebbe esteso limitatamente ad alcune categorie di lavoratori.

Come anticipato dalla Uil, tuttora impegnata ad incalzare l'esecutivo, dovrebbero essere discussi anche gli interventi volti a rendere pari la tassazione sulle prestazioni derivanti dalla previdenza complementare dei dipendenti pubblici con quella degli appartenenti al settore privato oltre alla revisione degli adeguamenti alla speranza di vita e alla modifica della perequazione automatica degli assegni previdenziali.

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