Torniamo ad aggiornare le lettrici della nostra rubrica "Parola ai comitati" riprendendo in anteprima il punto della situazione settimanale ad opera di Orietta Armiliato del Comitato Opzione Donna Social. "Dalla settimana che sta volgendo al termine rileviamo innanzi tutto la complessità che sta incontrando l'esecutivo nel predisporre i decreti per l'attuazione di quanto sancito nella Legge di Bilancio, tuttavia apprendiamo che il Governo conferma le dead-line che si era imposto al fine di garantirne l'operatività", ha evidenziato la rappresentante delle lavoratrici.

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"Queste difficoltà hanno impedito l'entrata nel vivo di quanto ai punti che dovranno essere discussi al tavolo Governo/Sindacati e di cui all'impegno fra di loro sottoscritto conosciuto da tutti come Fase2, temi che incominceranno ad essere discussi a partire dal mese prossimo, infatti sono già stati schedulati altri due incontri che si svolgeranno i prossimi giovedì 6 e 13 Aprile".

Il commento sulla manifestazione del 23 marzo 2017

"Altra questione degna di rilievo è stata la manifestazione indetta dalle donne che continuano a chiedere la proroga dell'istituto Opzione Donna; il tema" ha evidenziato Armiliato, "continua ad essere inevitabilmente argomento di discussione anche fra i membri del nostro Comitato. La manifestazione è stata scarsamente partecipata dalle iscritte ai gruppi che la hanno indetta quindi la lotta continua ad essere più virtuale che fisica, come spesso accade ed è accaduto anche per il passato.

Alcuni Parlamentari rappresentanti dell'opposizione di Governo hanno raggiunto le manifestanti portando il loro messaggio di solidarietà in nome di una partecipazione promessa e dunque mantenuta. Il loro messaggio è stato soprattutto caratterizzato dalla oggettiva presa di coscienza che non c'è volontà da parte dell'esecutivo di aprire ad una Proroga, i motivi sono oramai chiari a tutti: non vi è un tema di diritto da rispettare, non ci sono risorse disponibili, ci sono moniti ed impedimenti da parte dell'UE e via così".

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Lo spunto di riflessione sulla virtuosità economica della misura

"Detto questo, vorrei condividere con voi un' ulteriore considerazione" ha proseguito la fondatrice del Comitato OD Social. "Le donne continuano a sostenere la virtuosità economica della misura, virtuosità che indubbiamente esiste anche se riscontrabile nel lungo termine però, l'assunzione sulla quale si basa la loro insistenza nel non voler accettare la mancata prosecuzione, sta nella considerazione della buona riuscita della sperimentazione; da qui l'invito a questa riflessione: nessuno ha mai chiesto quali siano i parametri di riferimento per decretare la positiva o meno performance di una sperimentazione ma se uno di questi, per esempio, fosse il numero delle aderenti, così come le donne aggregate in Gruppi e Comitati sostengono, viene da se che la performance sarebbe ascrivibile ad un parametro negativo.

Le stesse donne interessate pongono la questione considerando gli ampi spazi residui in termini di adesione per accedere ad OD proprio in virtù del basso numero di aderenti quindi, dato il negativo flusso di accesso, nessun successo si può ascrivere a questa legge sperimentale che, a questo punto, può essere considerata fallimentare. Dunque, nelle logiche, quale esecutivo porterebbe avanti un'iniziativa che, costosa per le casse delle stato, non corrisponde neppure ad un beneficio per la platea di riferimento? Riflettiamo quindi anche su questo punto non di poco conto e, come sempre, scambiamoci le nostre considerazioni".

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