Nel corso delle ultime settimane abbiamo aggiornato con continuità i lettori della nostra rubrica "Parola ai comitati" in merito alla vicenda dei decreti attuativi, contenenti le istruzioni operative delle nuove misure di flessibilità previdenziale. I provvedimenti erano attesi in realtà entro i primi giorni di marzo, ma sono slittati alle settimane successive, mentre i sindacati ed i lavoratori chiedevano un allargamento dei vincoli decisi dal legislatore per le opzioni di accesso all'Inps, come nel caso dell'APE sociale e della Quota 41.

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Proprio nelle ultime ore sarebbero arrivate nuove indiscrezioni di stampa circa la composizione di tali decreti, con il Governo orientato a stabilire una sorta di "ordine d'accesso" tra i diversi profili di contribuenti, che chiedono di poter ottenere le agevolazioni per l'accesso all'agognata quiescenza. Vediamo insieme di cosa si stratta nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Pensioni e LdB 2017: precedenza a disoccupati ed ai disabili?

Stante il quadro normativo già delineato con la Legge di Bilancio 2017, sembra che per l'accesso all'APE l'orientamento del legislatore sia indirizzato a dare precedenza prima ai lavoratori disoccupati e poi ai disabili o ai contribuenti con persone a carico.

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La necessità di stabilire una graduatoria nell'accesso alle agevolazioni (e quindi alle risorse) deriverebbe dal plafond massimo di fondi stanziato anno per anno, un vincolo che pone effettivamente il problema di dare un ordine di priorità ai soggetti maggiormente meritevoli di tutela. La questione salta subito all'occhio se prendiamo come riferimento i criteri di finanziamento inseriti proprio in LdB, più volte citati all'interno della nostra rubrica: per l'Ape sociale, ad esempio, gli stanziamenti programmati nell'anno in corso ammontano a circa 300 milioni di euro, soldi che dovrebbero andare a coprire un massimo di circa 35mila domande.

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Si tratta di risorse che potrebbero rivelarsi anche insufficienti, con la conseguenza che le domande rimaste senza finanziamento verrebbero di fatto congelate dall'Inps e rimandate all'anno successivo. L'inserimento di una sorta di graduatoria all'interno dei decreti attuativi andrebbe a calmierare parzialmente la situazione, assicurando comunque maggior tutela a chi è considerato socialmente più debole.

Riforma previdenziale e welfare di sostegno: corsia preferenziale per i disoccupati?

Stante la situazione appena descritta, appare quindi possibile che i lavoratori disoccupati possano ottenere una sorta di corsia preferenziale rispetto alle altre categorie, pur meritevoli di tutela e facenti parte dei soggetti che hanno comunque acquisito il diritto alla tutela.

Il tutto mentre si cerca di comprendere se gli stessi decreti potranno portare effettivamente ad un allentamento degli altri requisiti di accesso. Le parti sociali hanno insistito sul punto negli incontri precedenti, mentre i Comitati dei lavoratori chiedono di consentire la fruizione del cumulo gratuito anche per le lavoratrici opzione donna e per i lavoratori esodati dell'8va salvaguardia. Richieste per le quali manca ancora una risposta, nonostante ci troviamo ormai alla metà del mese di marzo.

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