Mentre si attende ancora la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi sull'Ape Sociale e sulla Quota 41, continuano i lavori sui correttivi riguardanti le misure previdenziali, considerati degli interventi parziali visto che non soddisfano le esigenze di migliaia di lavoratori rimasti penalizzati dalle vecchie norme pensionistiche dettate dalla Riforma Fornero.

Opzione Donna, Rizzetto presenta l'emendamento

La Commissione Lavoro alla Camera, infatti, questa settimana dovrà occuparsi di esaminare alcuni emendamenti presentati dal Partito Democratico riguardanti i correttivi da apportare all'Ape Sociale e al meccanismo di Quota 41.

A fare discutere è anche l'emendamento presentato dal deputato del Movimento 5 Stelle Walter Rizzetto, il quale mirerebbe ad una proroga del regime sperimentale donna fino al 31 dicembre 2019. Misura tanto attesa dalla maggioranza di lavoratrici, visto che darebbe loro la possibilità di lasciare anticipatamente il lavoro dopo aver raggiunto almeno 57 anni di età anagrafica e 30 anni di contributi effettivamente versati accettando però, un ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale.

Accanto alla proposta che introdurrebbe la proroga dell'Opzione Donna anche quella riguardante la revisione del meccanismo che unisce i requisiti per la pensione alla speranza di vita che, stando alle dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera, "si tratta di un grimaldello attraverso il quale lo Stato decide quanto andrai in pensione".

Proposte che potrebbero, comunque, essere bocciate anche se non resta escluso che una parentesi potrebbe riaprirsi durante la Fase 2 del confronto fra Governo e sindacati che, stando alle indiscrezioni, dovrebbe avviarsi al più presto.

Pronta la proposta del Comitato Opzione Donna Social

Intanto, arrivano le altre proposte anche da parte del Comitato Opzione Donna Social.

La rappresentate Orietta Armiliato, infatti, avrebbe lasciato trasparire un'altra ipotesi riguardante l'Opzione Donna Social rivolta alle lavoratrici con un'età anagrafica pari a 60 anni che potranno anticipare l'uscita facendo ricorso ad un prestito garantito dall'ammontare dell'importo della pensione futura. Una proposta che ha ricevuto molti consensi sui social network e che potrebbe addirittura arrivare sui tavoli di Montecitorio proprio nel bel mezzo dei lavori in Commissione Lavoro alla Camera che, entro questa settimana, dovrà pronunciarsi anche sulle altre proposte di modifica.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la pagina Pd
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!