Dopo mesi e mesi di lavorazione, dibattiti e proposte, la misura che risponde alle esigenze di flessibilità del sistema previdenziale italiano sembra in procinto di essere avviata. Parliamo dell’Anticipo Pensionistico opzionale, l’Ape volontario. A fine agosto, quando riprenderanno i lavori di Governo e Parlamento dopo la consueta pausa estiva, l’Ape volontario sarà la priorità. Il Consiglio dei Ministri dovrebbe dare il via libera al Decreto appena valutato dal Consiglio di Stato. La firma del Decreto da parte del Premier Gentiloni consentirà la successiva pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e la misura partirà ufficialmente.

Il funzionamento

Una notizia riportata dal noto quotidiano economico-finanziario “Il Sole24Ore”, ma anche da altri autorevoli giornali italiani il 12 agosto, conferma come tutto sia pronto per il lancio della novità previdenziale. Una pensione che sarà in 12 mensilità, non reversibile a causa di morte del fruitore e non rivalutabile in base all’inflazione. Sarà fruibile a partire dai 63 anni e fino ai 66 anni e 7 mesi della attuale pensione di vecchiaia, cioè sarà il lavoratore a scegliere quando uscire. I contributi necessari sono 20 anni e sembra che debbano essere effettivi, cioè senza calcolare i figurativi. L’Ente erogatore sarà sempre l’Inps, ma per la prima volta entrano in scena soggetti terzi tra Inps e pensionati.

Infatti saranno le banche che aderiranno al progetto e che stringeranno convenzione con il Governo, a finanziare le pensioni erogate con l’Ape volontario. Un vero e proprio prestito che tirerà dentro anche le Compagnie di Assicurazione che andranno ad assicurare il finanziamento bancario.

Correttivi sopraggiunti

In pratica, i soggetti che si trovano a meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungere l’età necessaria per la pensione di vecchiaia, potranno scegliere di lasciare il lavoro prima, indebitandosi con una banca. Terminato l’anticipo infatti, quando il pensionato potrà richiedere la vera pensione a lui spettante, l’Inps tratterrà una quota mensile dalla pensione erogata al soggetto, da rigirare alla banca.

Una vera e propria rata di ammortamento mensile del prestito con spese assicurative ed interessi e che durerà 20 anni e sarà ripartito in 13 mensilità. Il Consiglio di Stato ha confermato la necessità di rendere la misura retroattiva. In pratica, per detonare il danno subito dai possibili richiedenti per via del ritardo nell’emanazione del decreto attuativo, su richiesta degli interessati, l’Ape potrà essere chiesto con retroattività dallo scorso primo maggio. Un effetto che anche il Governo confermerà in sede di firma del decreto e che consentirà a soggetti in difficoltà, come i disoccupati, di recuperare questi mesi di vuoto dovuti alla mancata attuazione della misura. Soggetti che avrebbero potuto sfruttare l’Ape volontaria perché non rientravano, come contributi versati né in quota 41 come precoci e nemmeno nell’Ape sociale, le misure già attive e “cugine” dell’Ape volontaria.

L’anticipo sarà attivo fino a tutto il 2018 e sarà in via sperimentale. Probabile comunque che la misura diventi strutturale, cioè che venga confermata nelle future Leggi di Bilancio ed entri in pianta stabile tra quelle richiedibili. In questo caso, sempre come si legge su Il Sole24Ore, ci sarebbe da fare i conti con l’aspettativa di vita che sposterebbe a 63 anni e 5 mesi il limite anagrafico iniziale per richiedere la misura. Un allarme preso in considerazione anche da Damiano che spinge per la cancellazione di questo fardello che andrebbe contro la natura stessa dell’Ape volontario, cioè concedere un lasso di tempo maggiore per la flessibilità in uscita dal lavoro.