Nel 2011 il Decreto Salva Italia del Governo Monti ha richiesto pesanti sacrifici a molti italiani. Un sacrificio da spendere sull’altare di quella crisi economica e quello spread salito a percentuali record, imposto tra gli altri anche ai pensionati. Con quel decreto entrò in scena la famigerata Legge Fornero i cui effetti si sentono ancora oggi. La previdenza italiana riformata dall’allora Ministro Fornero non è stata più la stessa, con la pensione di anzianità cancellata a favore di una pensione anticipata più difficile da raggiungere.

A questo va aggiunto l’inasprimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e la conferma del nodo aspettativa di vita che, come previsto, dal 2019 produrrà un altro scatto in aumento. I Governi successivi a quello Monti hanno cercato continuamente di modificare alcuni vincoli troppo pesanti lasciati in eredità dalla Fornero, come le salvaguardie esodati o le ultime quota 41 e Ape. Anche la Legge Fornero però lasciò in campo una scorciatoia rispetto ai requisiti dalla stessa imposti ai lavoratori che erano prossimi alla pensione.

Il cosiddetto “salvacondotto”, meglio conosciuto come deroga Fornero che ancora per pochi mesi potrebbe consentire ai nati nel 1952 di andare in pensione prima.

Come funziona la deroga

Per quanti al 31 dicembre 2012 avevano raggiunto 35 anni di contributi e 61 di età, oppure in alternativa, 36 anni di contributi e 60 di età, La deroga Fornero consente di lasciare il lavoro a 64 anni. In pratica, raggiungendo questi requisiti non sarà necessario attendere i 66 anni e 7 mesi previsti per la pensione di vecchiaia o i 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata.

Per le donne, sempre con 60 o 61 anni a fine 2012, i contributi necessari scendono a 20 anni. Un vincolo inizialmente imposto da una errata interpretazione normativa dell’Inps è stato risolto a favore dei lavoratori. Non è più necessario risultare al lavoro al 28 dicembre 2011 per poter beneficiare della deroga Fornero. I contributi utili al calcolo del requisito devono essere quelli effettivi e non figurativi, anche se sull’argomento c’è una proposta che è stata richiamata da diverse interrogazioni parlamentari, a firma dell’Onorevole Gnecchi, che chiede l’estensione anche ai contributi figurativi di quelli utili al salvacondotto

I nati nel 1952

Il 3 agosto, come riportato dal sito pensionioggi.it, il giorno dopo, sull’argomento va registrata una interrogazione della Gnecchi proprio in materia contribuzione figurativa per la deroga.

La risposta del Sottosegretario Biondelli è stata positiva e si tratta di una importante apertura del Governo alle richieste correttive sul salvacondotto. Il Governo in pratica sprona l’Inps a rettificare con una circolare, l’interpretazione erronea che voleva i contributi figurativi non validi per raggiungere i montanti contributivi necessari per la scorciatoia. Una evidente anomali di interpretazione della norma se è vero che per la pensione anticipata vigente o per quella di vecchiaia, i contributi per il servizio militare, le disoccupazioni o le maternità per esempio, valgono normalmente. Come dicevamo in premessa, ancora pochi mesi per poter sfruttare la deroga per una generazione di lavoratori.

Infatti, entro il 2017, la generazione di soggetti nati nel 1952, potrebbero ancora trarre beneficio da quanto previsto dalla misura. Questo perché nel 2018 questi soggetti arriverebbero ai 66 anni fatidici per entrare nell’orbita della normale pensione di vecchiaia e, quindi, la deroga Fornero diventerebbe inutile. Per questi lavoratori, sempre che siano riusciti a centrare i requisiti previsti prima del 2013, bisogna presentare istanza preventiva all’Inps. Si tratta della classica domanda di certificazione del diritto. La richiesta serve affinché l’Inps certifichi per i richiedente, il diritto ad andare in pensione con la misura richiamata.

Solo dopo sarà possibile fare richiesta di pensione vera e propria

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