La Camera dei Deputati ha votato a larga maggioranza (sono stati 357 i voti a favore) il via libera definitivo alla legge sul c.d. whistleblowing, l'operazione svolta da Lavoratori dipendenti di aziende pubbliche o private di segnalare eventuali attività di natura illecita riscontrate in virtù della propria attività lavorativa.

Il provvedimento in questione ha concluso il suo iter dopo un calvario durato quasi due anni (la proposta di legge venne infatti trasmessa nel lontano gennaio 2016) ed attende solo di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per dispiegare i suoi effetti.

Il testo approvato in Parlamento è composto da tre articoli riguardanti, rispettivamente:

  • La tutela del whistleblowing nella pubblica amministrazione;
  • La tutela del whistleblowing nel lavoro privato;
  • Norme sulla legittimità della rivelazione del segreto d'ufficio in specifiche situazioni.

Molto forti sono inoltre i divieti posti a carico del datore di lavoro a difesa dei lavoratori "whistleblower".

Whistleblowing: quali tutele introduce la nuova legge?

Sia nel lavoro pubblico che in quello privato è stato introdotto il divieto a carico del datore di lavoro di emettere provvedimenti negativi nei confronti del lavoratore dipendente che ha denunciato alle autorità competenti eventuali illeciti avvenuti in azienda, giustificando gli stessi con motivi collegati alla stessa segnalazione.

Il whistleblower sarà dunque tutelato da sanzioni e provvedimenti di licenziamento, da eventuali decisioni di trasferimento in altra sede o demansionamento, nonché da qualsiasi altro comportamento atto a complicare la sua vita all'interno del contesto lavorativo.

Dal canto suo, il datore di lavoro potrà sempre dimostrare di aver adottato un provvedimento negativo a carico del lavoratore coperto dalla tutela sul whistleblowing per ragioni estranee alla segnalazione, fermo restando la tutela del datore di lavoro nell'ipotesi in cui la segnalazione risulti infondata.

Degna di menzione è infine la tutela della riservatezza dell'identità del dipendente che segnala gli illeciti in azienda, in modo da poter ulteriormente difendere lo stesso da eventuali ripercussioni.

Whistleblowing e segreto professionale: quando si può rivelare?

In ottica di lotta agli illeciti nel settore pubblico e privato riveste particolare importanza anche l'introduzione della possibilità in capo al lavoratore dipendente di venir meno all'obbligo di mantenere il segreto d'ufficio, professionale, scientifico e industriale.

La legge prevede infatti che si possa venir meno a tale obbligo per "il perseguimento dell’interesse all’integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni". Tale casistica, se dimostrata, può far venire meno anche l'obbligo, stabilito in capo al dipendente dal codice civile, di fedeltà all'imprenditore.

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