Le ultimissime novità sulle Pensioni anticipate ad oggi e soprattutto sulla possibile sorte dei lavoratori precoci che confidano da anni nella quota 41 o nella quota 100, vedono un interessante mix di dichiarazioni da parte di Boeri, Matteo Renzi e Cesare Damiano. Le tre figure di spicco analizzano le promesse elettorali fatte in campo pensionistico dai leader risultati vincenti. Damiano, consapevole che eliminare la legge Fornero sia impensabile, si accontenterebbe di alcune modifiche, come quella a favore dei precoci con l’uscita con Quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica.

Per Matteo Renzi è ora che chi salirà al Governo ci metta la faccia, dopo aver promesso a suo dire l’impossibile. Sulle misure quota 100 e quota 41 è tornato ad esprimersi anche Tito Boeri, considerandole peggiori dell’abolizione totale della Fornero.

Pensioni anticipate 2018, le dichiarazioni di Damiano pro quota 41

Cesare Damiano ha da poco rilasciato un’intervista al sito ufficiale del Partito Democratico in cui torna a parlare della famigerata Legge Fornero. Secondo Damiano, nel DEF da portare a Bruxelles, che in questi giorni sta preparando Morando, Salvini e di Maio si troveranno per la prima volta a dover fare i conti con le loro promesse elettorali, che definisce ‘demagogiche’.

Promesse, che aggiunge “faticheranno a tradursi in realtà”. Poi ribadisce l’importanza di agire comunque nella direzione delle pensioni al fine di poter rendere più equo lo stato sociale. Abolire la legge Fornero, ricorda, è impossibile, ma sarei già soddisfatto, dice nel corso dell’intervista: se si sancisse il principio attraverso il quale dopo 41 anni di contributi alle spalle è possibile andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica e dalla mansione lavorativa svolta.

Damiano, lo ricordiamo, è sempre stato pro precoci con il suo Ddl 857 che purtroppo non ha mai visto un seguito.

Pensioni, Renzi contro Salvini: 'Ci metta la faccia ora'

Renzi, al Corriere, ci va giù pesante con le critiche nei confronti di Matteo Salvini e ricordando la parte dell’elettorato che ora pretende che le promesse fatte, abolizione legge Fornero e flat tax al 15%, vengano rispettate, dice: “le promesse erano irrealizzabili, ora ci mettano la faccia”.

Anche per Boeri, presidente dell’Inps, le misure promosse in campagna elettorale in campo pensionistico sarebbero deleterie per il Paese.

Pensioni, Boeri: 'Concedere quota 100 e 41 deleterio per il Paese'

Per l’economista abolire la riforma delle pensioni attualmente vigente, come promesso inizialmente sia da Movimento 5 stelle che da Salvini, avrebbe un impatto sul debito implicito pari a 85 mld di euro. Ma introdurre le misure di flessibilità in uscita come quota 100 e quota 41 per Boeri sarebbe ancora più deleterio che eliminare la Legge Fornero, l’impatto sul debito sarebbe pari a 105 mld.

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