Le prime sentenze di condanna per le false certificazioni di invalidità in provincia di Agrigento stanno giungendo proprio in queste ore. La FLC Cgil di Agrigento, costituitasi parte civile nel processo in corso contro tutti gli imputati (docenti e lavoratori ATA), esultando per l’esemplare decisione dei giudici, pubblica un comunicato stampa contenente alcune considerazioni sulla sentenza di primo grado. Vediamo, in dettaglio, i contenuti del comunicato.

Ecco la sentenza del Tribunale di Agrigento nel processo contro i “furbetti della 104”: 9 condanne e 48 rinvii a giudizio

Da quanto riportato ieri, venerdì 27 aprile 2018, dalla Segreteria generale della FLC CGIL agrigentina attraverso un comunicato stampa, gli imputati condannati sarebbero 9, mentre quelli rinviati a giudizio 48. Le indagini, tutt'ora in corso, hanno visto coinvolti non solo i lavoratori della scuola (insegnanti e personale ATA) ma anche parecchi medici professionisti e dirigenti della sanità agrigentina.

Parliamo, ovviamente, dei medici e dei funzionari, i quali sono stati complici di un vero e proprio sistema illegale, messo in piedi solo per garantire illecitamente il trasferimento nella propria provincia di residenza ai tanti imputati oltre che indagati, a discapito di quei lavoratori onesti che realmente avevano diritto ai benefici previsti dalla legge n.104/92.

Ma non solo. Vogliamo parlare delle "precedenze" nelle graduatorie interne d'Istituto?

Pensiamo per esempio ai tanti docenti "perdenti posto" che hanno dovuto lasciare, loro malgrado, la scuola di titolarità solo perché qualcuno non era incluso nelle graduatorie interne d'Istituto in quanto beneficiario in maniera “illecita” della Legge 104/92. Docenti (intoccabili), i quali non hanno mai usufruito dei tre giorni al mese ma che puntualmente a fine anno sono rimasti nelle scuole di titolarità con punteggi bassissimi, scalzando di colpo i loro colleghi avvezzi alla legalità e al merito.

Perché solo la FLC CGIL si è costituita parte civile in questo processo?

Due le considerazioni dopo il comunicato FCL CGIL di ieri. La prima riguarda il fatto, assolutamente inedito, che un’organizzazione sindacale, come appunto la FLC CGIL, si sia sin da subito costituita “parte civile” nel processo contro l’esercito dei soliti “furbetti”. Tuttavia, duole il fatto che solo la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza del capoluogo agrigentino abbia avuto il coraggio (tra le tante organizzazioni sindacali di stanza sul territorio) di intraprendere questa ammirevole decisione.

E gli altri sindacati?

Non abbiamo alcuna notizia in merito, ma supponiamo che molti di queste blasonate ‘sigle’, forse, siano interessate alle deleghe, nonostante siano state certamente a conoscenza dell’inchiesta, del processo e dello strano fenomeno che in questi anni ha visto la provincia di Agrigento (guarda caso) ai primi posti nelle richieste e all'ottenimento delle certificazioni relative alla Legge 104/92. Non vogliamo fare illazioni, ma in questa zona d’Italia qualcosa non ha proprio funzionato. Constatazione oramai abbastanza chiara oltre che cristallizzata nell'intera opinione pubblica italiana.

L’altra considerazione riguarda, invece, la richiesta (abbastanza delineata nel dispositivo della sentenza) da parte dei giudici di un risarcimento alla stessa FLC CGIL, in qualità di unica associazione rappresentante dei lavoratori della scuola defraudati dagli imputati condannati.

Quest’ultimo aspetto non è solo conseguenza della stessa organizzazione sindacale di costituirsi parte civile ma anche un importante gesto simbolico di inaudita valenza, soprattutto per coloro i quali in futuro vorranno aggirare fraudolentemente la legge in danno di chi, purtroppo, detiene realmente i requisiti per il suo ottenimento.

Per chi fosse interessato, il link del comunicato stampa si trova consultando il sito della FLC CGIL Agrigento.

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