Con l'arrivo del nuovo governo potrebbero esserci cambiamenti sensibili per quanto riguarda i fondi pensionistici. Il nuovo esecutivo infatti potrebbe avviare immediatamente una nuova regolamentazione (una sorta di provvedimento urgente) per poter far fronte alla questione delle Pensioni il prima possibile, come decantano i partiti che alle scorse elezioni hanno avuto punteggi più alti rispetto ad altri. Ma vediamo nel dettaglio cosa dicono le indiscrezioni.

Si prendono provvedimenti

Secondo la nota testata giornalistica "Il Sole 24 ore", il governo che nascerà fra poche ore (guidato dal professor Giuseppe Conte con la collaborazione dei partiti Lega e Movimento 5 Stelle) potrebbe decidere di "lavorare" fin da subito con un provvedimento che dovrebbe vedere la luce già prima di questa estate, a meno che gli eventi prendano una piega diversa.

Sembra ci sia voglia di lavorare ad un decreto legge, insomma, che dovrebbe entrare nel merito della questione "calda" delle pensioni ed anche la riforma dei centri per l'impiego (che dovrebbero risultare più fruttuosi per la ricerca di lavoro, cara soprattutto ai giovani).

Cosa cambierà per i pensionati

Per ora il pensiero dominante dei membri del nuovo governo sembra essere quello di avviare una fase esclusivamente preparatoria ad un provvedimento ben più ampio che necessiterà comunque di qualche mese prima di essere definitivo.

Per ciò che concerne la famigerata Ape sociale (l'anticipo della pensione messa a carico dello Stato) si hanno delle idee alquanto precise: ossia quello di porvi un freno. Di tutt'altro avviso è la questione della tanto desiderata "opzione donna": si sta pensando ad un ritorno della possibilità per le donne di andare in pensione a 57 oppure a 58 anni, senza dover aspettare una età più alta e dunque più difficoltosa.

La "quota 100": quando se ne riparlerà

Per quanto riguarda la cosiddetta "quota 100", non è ancora stato pensato nulla, anzi. Sembra che questa sia rimandata a fine anno, salvo imprevisti. Questo perché si dovrà aspettare una nuova legge finanziaria che regolamenti il trattamento pensionistico mediante quarantuno anni e cinque mesi di contributi, o con una somma fra età anagrafica e versamenti contributivi che arrivino, appunto, a quota 100 (anche se in questo determinato caso il contribuente dovrà avere 64 anni di età per poter accedere alla pensione).

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