Il Consiglio dei Ministri presieduto da Giuseppe Conte ha approvato il Decreto Dignità. Non è ancora pienamente definito il redditometro, nulla invece per quanto riguarda la flat tax e l’abolizione dello spesometro, con unica eccezione sull'inerente invio del terzo trimestre spostato al 28 febbraio 2019.

Il Decreto è composto da 4 titoli e 11 articoli. Capitoli interessanti quelli relativi a lavoro, materia fiscale e gioco d'azzardo.

Lavoro: licenziamenti illegittimi, contratti a tempo determinato e delocalizzazioni.

In materia di lavoro, il decreto riforma le norme sui licenziamenti e sui contratti a termine introducendo inoltre un vincolo sulle delocalizzazioni.

Per quanto riguarda i licenziamenti illegittimi viene aumentata a 36 mensilità l’indennità massima.

Nei contratti a tempo determinato la durata massima viene fissata a 24 mesi, mentre per quanto riguarda le causali, la norma per il momento parla di inserimento dopo i primi dodici mesi.

Viene infine introdotto il vincolo sulle delocalizzazioni al fine di salvaguardare i livelli occupazionali italiani, per cui qualora si ottengono aiuti statali in investimenti produttivi, non sarà possibile trasferire la sede aziendale all’ estero per i cinque anni successivi.

La promessa di Di Maio è quella di ridurre il costo del lavoro nella prossima legge di Bilancio.

Materia fiscale: abolizione dello split payment per i professionisti.

Il Decreto Dignità approvato dispone anche in tema di fisco; fra le attese erano i provvedimenti inerenti lo spesometro, il redditometro, gli studi di settore e gli unico provvedimento concretizzato consiste nell’abolizione di questi ultimi per i professionisti.

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Lo spesometro non è stato invece abrogato e non è nemmeno prevista proroga, per cui l’ invio sarà trimestrale o semestrale.

Non sono abrogati gli adempimenti relativi al redditometro, è prevista solo la sospensione dei controlli dal 2016 in attesa di ulteriori provvedimenti.

È previsto infine il recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di delocalizzazione piuttosto che di cessione degli investimenti: questa disposizione subordina la possibilità di usufruire dei benefici dell’ iper ammortamento alla circostanza in cui il processo di trasformazione digitale e tecnologica comprenda tutte le strutture produttive situate sul territorio italiano.

Pubblicità dei giochi d’azzardo: scatta il divieto.

Promessa mantenuta riguarda il divieto di pubblicità, in qualsiasi sua forma, dei giochi d’azzardo decorrente dalla stessa data di entrata in vigore dello stesso decreto. Questa disposizione è stata prevista in considerazione della rilevanza che tale pratica ha assunto nel nostro Stato, con il conseguente aumento di rischio di dipendenza socio-economica soprattutto da parte di soggetti più vulnerabili; sono quindi confermate le sanzioni pari al 5% del valore e con un minimo di 50mila euro.

Le disposizioni non riguardano i loghi stampati sul gioco sicuro e responsabile dell’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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