Le ultimissime novità sulla riforma delle Pensioni arrivano da Ivan Pedretti (segretario confederale della Spi-Cgil) e da Cesare Damiano del Partito Democratico. Entrambi hanno voluto mandare un messaggio al Governo, il primo attraverso un comunicato redatto insieme a Fnp-Cisl e Uilp-Uil, il secondo attraverso una nota stampa. Il filo rosso è il medesimo: ‘le pensioni non si toccano, non si faccia cassa sui pensionati’. La preoccupazione nasce a seguito di una proposta del Governo di per sé anche nobile, ossia il taglio degli assegni d’oro, ma il problema nasce sulle possibili modalità con cui attuare il taglio.

Si è ipotizzato un ricalcolo delle pensioni in essere; ricalcolo che potrebbe toccare, nel tempo, anche quelle dei comuni pensionati di ‘bronzo', come si evincerebbe dalla proposta del consigliere economico della Lega Brambilla, il quale propone il contributo di solidarietà per tutti.

Ivan Pedretti contro il Governo: giù le mani dalle pensioni

Il Governo - dice Pedretti - si fermi e apra subito un confronto con i sindacati, un confronto di merito e serio, che potrebbe servire ad arginare gli errori che sembrano essere all'orizzonte.

Tra le varie ipotesi, dice il sindacalista, vi è quella dei ricalcoli e dei contributi di solidarietà. Con questi metodi è evidente che si abbia intenzione di mettere mano nelle tasche dei pensionati comuni. Per questa ragione prosegue: “Noi siamo pronti a confrontarci ma siamo assolutamente indisponibili a ragionare su interventi che avrebbero come unico fine quello di fare cassa con le pensioni”.

Lo stesso Brambilla ha parlato di contributo di solidarietà temporaneo per tutti, una misura che ovviamente porterebbe maggiori introiti nelle casse dello Stato, giacché il taglio alle sole pensioni d’oro, non solo si scontrerebbe contro la Corte di Cassazione, perché lede un diritto acquisito, ma porterebbe un gettito davvero ridotto. Mentre un contributo di solidarietà, che escluda solo le pensioni sociali e quelle più basse, essendo proporzionale (si partirebbe da un prelievo dello 0.35 sulle pensioni più basse per salire) garantirebbe nel tempo certamente un gettito maggiore.

Una platea più ampia che, però, dicono i sindacati e Damiano, rischia di tagliare sì le pensioni a chi le ha d’oro, ma anche di andare ad intaccare chi quella pensione l’ha maturata in passato con il frutto del proprio sudore.

Damiano: taglio contributivo pericoloso, crea precedenti

Così Cesare Damiano nella sua ultima nota stampa: “In corso un nuovo attacco al sistema previdenziale, alimentato ancora una volta dal presidente dell’Inps Boeri e dal Movimento 5 Stelle: si chiama ricalcolo”.

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Poi prosegue: "Il rischio è che si parta da sfrondare le pensioni d’oro per poi intaccare quelle più basse, devono dunque restare all'erta ben 15 milioni di pensionati". Infine spiega: "Siamo assolutamente d’accordo con il taglio sui vitalizi, ma si faccia non con il ricalcolo, ma con un contributo di solidarietà che parta dai 5.000 euro netti mensili”.

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