Non solo quota 100. Allo studio dell'esecutivo anche il blocco dell'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita che a partire dal 2019 causerà l'ulteriore aumento di cinque mesi sull'età pensionabile; una vera e propria batosta per quei lavoratori che potranno richiedere la quiescenza a partire dal prossimo anno.

Governo al lavoro sulla Quota 100

Come ormai tanti sanno, il nuovo Governo Conte sta studiando le misure da inserire nella nuova Legge di Stabilità: dalla flat tax ipotizzata dalla Lega, alla pace fiscale, al cosiddetto reddito di cittadinanza lanciato dal Movimento 5 Stelle alla famigerata Quota 100 sulla quale sembra essere stato trovato un accordo.

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Stando a quanto riportato sul quotidiano "Il Corriere della Sera", infatti, l'esecutivo giallo-verde è ancora al lavoro per risolvere alcuni intoppi legati alle risorse finanziarie da impiegare sulla nuova manovra pensionistica volta a superare la tanto odiata Riforma Fornero ma sembra ormai assodato che sulla nuova manovra verrà inserita l'uscita anticipata a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi senza alcuna penalizzazione.

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Niente Quota 41 e spunta l'ipotesi sul blocco dell'adeguamento

Nulla da fare, invece, per la tanto attesa Quota 41 a favore dei lavoratori precoci che ormai da anni attendono una risposta concreta dall'esecutivo. Questa categoria di lavoratori, infatti, potrebbe andare incontro ad una nuova esclusione dalla nuova manovra pensionistica: risulterebbe molto difficile ad accedere al meccanismo di quota 100 visto che, sarebbero costretti ad attendere ancora molti anni per il raggiungimento dei requisiti. Stando a quanto riportato da "Il Sole 24 Ore", però, l'esecutivo sta valutando l'ipotesi di un congelamento dell'adeguamento dei requisiti all'aspettativa di vita che a partire dal 2019 determinerà un aumento di ulteriori cinque mesi dell'età pensionabile.

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Pensioni

Con l'abbassamento del requisito per il pensionamento anticipato dai 43 anni e 3 mesi ai 41 anni di anzianità contributiva, infatti, significherebbe creare ulteriori squilibri dal punto di vista economico: assieme al meccanismo di Quota 100, la spesa pubblica aumenterà di circa 12-13 miliardi di euro considerando il fatto che altre risorse economiche servirebbero per finanziare la flat tax e il reddito di cittadinanza.

Qualora a partire dal 2019 non scatterebbero i cinque mesi previsti con l'adeguamento, i requisiti per la pensione i vecchiaia rimarrebbero invariati (66 anni e 7 mesi) mentre per la pensione anticipata occorreranno almeno 42 anni e 10 mesi.

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