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"I provvedimenti partiranno come previsto a fine marzo. Su questo sono stato sempre inflessibile. Non ho mai accettato che rinunciassimo alle riforme così come le abbiamo originariamente concepite", lo ha spiegato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo l'accordo trovato con la Commissione Europea sulle misure-chiave contenute nella nuova Legge di Stabilità 2019. [VIDEO]

Secondo Tria le misure partiranno ad aprile

Come riporta il quotidiano "Il Corriere della Sera", anche il ministro dell'Economia e delle Finanzie Giovanni Tria è intervenuto per chiarire alcuni punti deboli dei due provvedimenti e ufficializzare le date di partenza.

Sia Quota 100 sia il cosiddetto [VIDEO] reddito di cittadinanza fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, infatti, partiranno ad aprile per i dipendenti del settore privato mentre i dipendenti della Pubblica Amministrazione dovranno attendere fino ad ottobre per poter beneficiare del pensionamento anticipato con quota 100.

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Difatti, il Governo giallo-verde ha confermato le finestre mobili che si apriranno a cadenza trimestrale per l'accesso alla pensione e gli appartenenti del pubblico impiego, dovranno dare un ulteriore preavviso di sei mesi.

Previsto il calo dello Spread

Lo stesso ministro Tria, inoltre, ha affermato che quasi 0,2 punti di Pil (circa 4 miliardi di euro) sono stati considerati nella flessibilità per il dissesto idrogeologico. Tuttavia, nella Legge di Bilancio era previsto uno stanziamento di circa 31-32 miliardi di euro di cui 6,7 miliardi destinati al meccanismo della Quota 100 e circa 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Stando a quanto affermato da Tria, invece, con le modifiche apportate per andare incontro alle richieste di Bruxelles, la nuova manovra finanziaria è diventata più sostenibile.

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Lo Spread, infatti, sembra destinato a calare considerato anche il fatto che l'esecutivo si è detto disponibile al recupero di altri due miliardi di euro di spesa per interessi.

Come riporta "Fanpage", invece, nel maxi-emendamento alla Legge di Stabilità depositato in Senato, non figura soltanto Quota 100 bensì vengono ripresi altri temi come il taglio alle Pensioni d'oro che andrà dal 15 al 40 % partendo da una soglia di 100 mila euro annui. Si parla anche dello stop alle indicizzazioni dei trattamenti pensionistici superiori ai 1.500 euro mensili. Tuttavia, coloro che riceveranno un assegno al di sotto dei 1.522 euro pari a tre volte il minimo Inps percepiranno l'assegno pieno.