Resta ancora una parentesi aperta quella sul maxi decreto unico contenente le misure in materia previdenziale come Quota 100 e reddito di cittadinanza. Dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il cosiddetto decretone è al vaglio dei tecnici della Ragioneria generale dello Stato. Solo dopo, infatti, il testo potrà passare al Quirinale per la firma del Presidente della Repubblica.

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Possibilità di uscita a 59 anni

Secondo quanto affermato dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", la Lega non si è dimostrata particolarmente entusiasta sulle norme introdotte nel testo del decreto. Come ormai tanti sanno, il meccanismo della quota 100 garantirà l'uscita anticipata dopo il raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi anche se, l'art. 22 del decretone concede la possibilità di uscire con uno scivolo fino a tre anni (59 anni di età anagrafica) previo accordi sindacali stipulati con Fondi di Solidarietà volti a favorire il cosiddetto ricambio generazionale.

Decreto ancora al vaglio della Ragioneria.
Decreto ancora al vaglio della Ragioneria.

La Lega mira a modifiche in Parlamento

Nonostante ciò, si registrano alcuni malumori scaturiti dal fatto che la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio dei dipendenti della Pubblica Amministrazione arriva fino alla soglia dei 30 mila euro oltre all'estensione del reddito di cittadinanza per i disabili. Non è escluso, infatti, ci potrebbero essere delle modifiche durante l'iter parlamentare. Il tfr che andrebbe corrisposto al momento del pensionamento agli statali, infatti, è fissato a 30 mila euro attraverso un prestito bancario con interessi a carico dello Stato: l'idea del segretario federale della Lega Matteo Salvini si basa sull'estensione della soglia a 40-45 mila euro.

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"C'è un percorso parlamentare e nessuno esclude che la già soddisfacente cifra possa salire a 40-45 mila euro, questo è l'obiettivo che ci siamo dati".

Corsa contro il tempo anche per ciò che concerne il reddito di cittadinanza. Il vicepremier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, non esclude una possibile integrazione di circa 255 mila famiglie con persone con disabilità anche se il segretario federale della Lega e Ministro dell'Interno mira all'estensione della platea a margine del passaggio del decreto in Parlamento.

intanto, il sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Durigon avrebbe rassicurato sui tempi di pubblicazione del decretone in Gazzetta Ufficiale spiegando che si tratta di una procedura normale e che entro la prossima settimana le misure potrebbero diventare operative.

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