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Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 9 gennaio 2019 vedono arrivare un importante aggiornamento dal Premier Giuseppe Conte in merito all'arrivo del Decreto riguardante la riforma delle pensioni e del welfare nel Consiglio dei Ministri di domani. Nel frattempo continua la discussione politica interna alla maggioranza sulle nuove misure, mentre dall'Inps si esprime perplessità sulla mancanza di risorse per attuare tutti i provvedimenti decisi dal Governo. Infine, prosegue il pressing dei sindacati sulla quota 100 [VIDEO] ed in particolare sui problemi relativi alla liquidazione per i lavoratori della pubblica amministrazione.

Il premier Conte annuncia per giovedì l'arrivo del decreto su pensioni e welfare in Consiglio dei Ministri

Dalle parole del Presidente del Consiglio arriva un importante aggiornamento in merito alla questione della riforma del settore previdenziale e del welfare.

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Secondo quanto riferito da Giuseppe Conte durante la registrazione di una trasmissione televisiva per la Rai, "giovedì porteremo il reddito di cittadinanza e quota 100 [VIDEO] in approvazione al Consiglio dei Ministri. Vareremo poi il codice per la crisi d'impresa. Sono queste le riforme di cui il Paese ha bisogno" ha quindi spiegato il Premier, sottolineando anche che "al momento stiamo lavorando ad un unico decreto che contenga le misure su pensioni e reddito di cittadinanza".

Salvini (Lega) sul decreto per il RdC: 'senza soldi per i disabili non lo votiamo'

Nel frattempo proseguono le discussioni interne alla maggioranza in merito alla riforma del welfare. Dalla Lega si registra infatti la richiesta di un intervento di modifica. "Se non ci sono davvero i soldi per i disabili e le famiglie la Lega non vota il reddito di cittadinanza", ha spiegato il Vice Premier Matteo Salvini, mentre un commento circolato nella serata di ieri da fonti interne al partito ha evidenziato la "forte delusione" della Lega sul fatto che "nel decreto sul reddito di cittadinanza non ci sia nemmeno un euro per i disabili".

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Il Ministro dell'Interno ha quindi ripreso la problematica all'interno di una diretta Facebook, spiegando i termini della questione. "Ognuno si prenda le sue responsabilità, chiaro? Perché noi andremo ad approfondire tutto: sono in fase di elaborazione i decreti attuativi sia per quota 100 che per il reddito cittadinanza: io conto che sia contenuto tutto quello che era previsto. Nel reddito di cittadinanza, ad esempio, il sostengo ai disabili e per le famiglie numerose, che vanno premiate. Io darò il mio sostegno a questo atto di civiltà, a questo aiuto ai disoccupati, ai bisognosi dimenticati e agli ultimi a patto che ci siano tutti gli ultimi".

Boeri (Inps): sulle anticipate i soldi non basteranno

Dall'INPS tornano ad emergere perplessità in merito al pacchetto di riforma del sistema previdenziale, in particolar modo per quanto concerne gli stanziamenti con i quali il Governo si propone di avviare i nuovi provvedimenti di riforma del settore previdenziale. Il Presidente Tito Boeri spiega infatti che "l'Inps non va commissariata (non c'è nessuna ragione per farlo, non ci sono né problemi di funzionamento, né fatti gravi)" mentre "sulle pensioni anticipate i soldi previsti non basteranno".

Durante un'intervista rilasciata per il quotidiano La Stampa, l'economista spiega che al momento sono ancora in corso le ultime verifiche contabili, ma la prospettiva è quella indicata. Sulla riforma del sistema pensionistico "dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa. E le tasse sono destinate ad aumentare". Sulla quota 100, "la durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato [VIDEO] e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero". Per quanto concerne invece lo stop alle indicizzazioni delle pensioni ed il taglio agli assegni più alti, Boeri evidenzia che si tratta di "uno dei problemi che stiamo affrontando in queste ore. Se tutto va bene il taglio delle pensioni d'oro sarà a marzo, il blocco delle indicizzazioni ad aprile. Ciò significa che la prima decurtazione accorperà tre mesi". Infine, dando un giudizio complessivo su quanto previsto dalla Manovra il Presidente dell'Inps afferma di trovare paradossale che "mentre si dice di voler abolire la legge Fornero si introduca lo stesso meccanismo che inizialmente diede i maggiori risparmi".

Quota 100 e TFS degli statali: prosegue il braccio di ferro

Nel frattempo continua anche la discussione sul trattamento di fine servizio dei lavoratori statali. I sindacati sono in pressing sul rischio di dover attendere fino ad 8 anni per poter avere la propria liquidazione nel caso di adesione alla quota 100. L'esecutivo sta studiando una soluzione nella quale il lavoratore potrebbe ricorrere ad un prestito ponte del settore bancario, tramite un accordo quadro con l'ABI. Ma la soluzione preoccupa le parti sociali. Per la Cgil "c'è confusione sull'intervento delle banche per l'erogazione anticipata del Tfr. Gli oneri per gli interessi saranno o meno a carico dell'interessato? Da come pare essere scritta la norma, gli interessi saranno a carico dei lavoratori. E in ogni caso quota 100, correlata alla possibilità di farsi anticipare la liquidazione dalle banche, creerà un'evidente discriminazione verso tutti coloro che andranno in pensione ordinariamente e che continueranno a dover subire gli attuali, intollerabili, termini di pagamento", spiega la Funzione Pubblica della Cgil.