Il cosiddetto decretone è ancora in esame alla Camera in attesa del parere definitivo e la successiva conversione in legge che dovrà avvenire entro il 29 marzo. Tuttavia, vi sono ancora molto nodi da chiarire per quanto riguarda le escluse dall'Opzione Donna e dal meccanismo della Quota 100.

Quota 100 è insufficiente per i sindacati

I sindacati Cgil, Cisl e Uil, infatti, intervenuti in audizione alla Commissione Lavoro alla Camera si sarebbero dimostrati critici verso la misura volta a garantire il pensionamento anticipato voluta dalla Lega.

Il segretario generale della Cgil Roberto Ghiselli ha sottolineato che la Quota 100 non è una misura sufficiente a garantire una copertura previdenziale alle lavoratrici visto che, questa categoria è alle prese con carriere discontinue: "Una misura che non dà risposte alle donne, a chi ha carriere discontinue, al Sud e a chi ha svolto lavori gravosi, a causa delle finestre", ha detto il sindacalista.

Molte donne escluse dalla misura

Tuttavia, il meccanismo delle quote rientra tra gli interventi che in parte eliminano i vincoli imposti dalla precedente Riforma Fornero ma nello stesso tempo, a causa del suo carattere sperimentale non riuscirà a garantire una flessibilità in uscita dall'attività lavorativa ad una più vasta platea di lavoratori e lavoratrici.

Stando alla denuncia delle tre sigle confederali, infatti, non avranno la possibilità di accedere al pensionamento anticipato tutti coloro che hanno carriere discontinue come le lavoratrici o le giovani generazioni o chi ha operato in settori caratterizzati dalla stagionalità come l'agricoltura, il turismo e l'edilizia. E' questo il motivo che induce lo stesso Ghiselli a chiedere ulteriori modifiche al fine di rendere Quota 100 facilmente accessibile a questi soggetti.

Ci sarebbe poi, il nodo relativo al regime sperimentale donna: le lavoratrici nate nel 1961, non avranno la possibilità di beneficiare del pensionamento anticipato a causa dei requisiti imposti dalla misura approvata in via sperimentale. Solo 6.700 lavoratrici potranno lasciare l'attività lavorativa a partire dai 57 anni di età anagrafica con 35 anni di versamenti contributivi; un numero decisamente inferiore rispetto alle aspettative.

Davvero te la sei persa?
Clicca il bottone sotto per rimanere aggiornato sulle news che non puoi perdere, non appena succedono.
Pensioni

Intanto, stando a quanto riporta "Il Mattino", il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, assicura che i lavoratori del pubblico impiego che sceglieranno il prepensionamento con Quota 100 verranno sostituiti con nuove assunzioni. Secondo le affermazioni dello stesso ministro, infatti, verrà favorito il ricambio generazionale.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto