Dovrebbe salire di 1.000 euro per anno lo stipendio per circa 4,5 milioni di lavoratori, questo ciò che emerge dalle prime stime dei tecnici del governo che stanno lavorando al taglio del cuneo fiscale da inserire nella legge di Bilancio. Anche non essendo ancora pronta la manovra finanziaria, il fatto che la misura entrerà nella legge di Bilancio è data per certa. Insieme alla detonazione della clausola di salvaguardia relativa all'aumento dell'Iva, il taglio del cuneo fiscale è il provvedimento cardine dell'intera manovra.

Le stime dei tecnici sono oggetto di un eloquente articolo di approfondimento del quotidiano "Il Sole 24 Ore" che spiega bene cosa accadrà per il salario dei lavoratori una volta che il provvedimento diventerà effettivo. Vediamo chi ci guadagnerà da questa estensione del taglio al cuneo fiscale e come funziona il provvedimento.

Vantaggi per stipendi tra 26.600 e 35.000 euro annui

Quando si parla di cuneo fiscale si intende la differenza tra stipendio lordo e stipendio netto dei lavoratori.

Il taglio del cuneo fiscale altro non è che una riduzione di questa forbice, cioè la riduzione delle Tasse relative al costo del lavoro. Tradotto in termini pratici, tagliare il cuneo fiscale significa ridurre il costo del lavoro ed a seconda dell'angolazione su cui si interviene, può produrre un risparmio per il datore di lavoro o per il lavoratore dipendente. Nel progetto dell'attuale esecutivo in vista della legge di Bilancio, la misura dovrebbe produrre un aumento di stipendio per i lavoratori dipendenti.

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Tasse

La misura è di quelle importanti anche come coperture finanziarie, perché per il 2020 il governo stanzierà tra i 2,8 ed i 3 miliardi di euro, mentre per il 2021, la misura costerà 5 miliardi e mezzo.

Sulle dotazioni nessun dubbio perché sono quelle inserite nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Def). Tra l'altro occorre registrare che durante il recente incontro tra governo e sindacati del 14 ottobre appena trascorso, il governo ha fatto emergere la sua intenzione di implementare la dotazione economica per l'anno prossimo, di ulteriori 500 milioni di euro.

Quali retribuzioni cresceranno?

Stando alle stime, se davvero l'operazione andrà in porto, con l'estensione del taglio a lavoratori con fascia reddituale compresa tra 26.600 e 35.000 euro, le retribuzioni cresceranno di circa 1.000 euro l’anno. Una novità che interesserà 4,5 milioni di lavoratori che hanno fasce stipendiali che rientrano tra quelle a cui la misura si rivolge. Per lavoratori con fascia reddituale da 8.000 a 26.600 euro invece dovrebbe restare più o meno tutto uguale ad oggi.

Per questi lavoratori, che sono circa 9,4 milioni, è probabile che resti il bonus Renzi da 80 euro al mese, o che questo bonus venga assorbito dalle detrazioni fiscali. Se l'esecutivo confermerà l'aumento di 500 milioni delle dotazioni per la misura, a questi lavoratori potrebbero arrivare da 40 a 50 euro al mese in più che si aggiungerebbero ai 960 euro annui che vengono erogati dal bonus Irpef di 80 euro.

Per chi invece rientra nella no tax area, cioè lavoratori che hanno redditi al di sotto di 8.000 euro per anno e che sono i cosiddetti incapienti, nessun vantaggio arriverà dal taglio del cuneo fiscale.

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