Il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che adegua le Pensioni agli aumenti della vita media degli italiani è finito ieri in Gazzetta Ufficiale. L'atto che il Mef ha prodotto in solido col Ministero del Lavoro ufficializza quello che in questi giorni è stato ampiamente anticipato da siti web, giornali e tutti gli altri media. Nessun aumento dell'età pensionabile verrà applicato per le pensioni di vecchiaia nel biennio 2021-2022 .

Niente aumento di un mese nel 2021

L'adeguamento delle pensioni alla aspettativa di vita della popolazione ha prodotto uno scatto di 5 mesi nel 2019.

Dallo scorso gennaio, sia uomini che donne, per arrivare alla pensione di vecchiaia, devono compiere 67 anni di età (sempre con minimo 20 anni di contribuzione versata). Una soglia valida per il 2019 e tutto il 2020. Lo scatto successivo era previsto proprio per il biennio dopo, e si ipotizzava un mese di aumento. I dati Istat relativi all'aumento della vita media degli italiani per il biennio 2017-2018 mostrano un andamento in salita in misura inferiore al mese e questo ha prodotto il congelamento dell'età pensionabile oggetto del decreto del Mef.

Si salvano i nati nel 1954 e 1955, ovvero coloro che compiranno 67 anni tra 2021 e 2022. Anche questi, una volta centrata anche la soglia contributiva dei 20 anni, potranno andare in pensione al compimento dei 67 anni di età.

Perché lo stop all'aumento?

Come dicevamo tutto dipende dall'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) che, ogni biennio, calcola la stima di vita degli italiani rispetto ai due anni precedenti. La vita media degli italiani è cresciuta, ma non abbastanza da cagionare l'aumento dell'età pensionabile.

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Pensioni

Questo risultato è dovuto anche ad una inversione di tendenza rispetto al calcolo di questi scatti. Lo scatto ipotizzato per l'aumento della longevità della popolazione è stato fermato perché il dato Istat è stato arrotondato per difetto, alla terza cifra dopo la virgola. Come riporta il quotidiano romano "Il Messaggero", questo metodo è una novità. In passato, quando ci si è trovati in situazioni simili, l'arrotondamento veniva fatto alla prima cifra. In altri termini, senza questa novità, anche con un aumento della longevità minimo come quello certificato dall'Istat, l'età pensionabile sarebbe stata incrementata.

Il prossimo adeguamento avverrà alla fine del 2021, come previsto dalla legge di Bilancio del 2018. Fu quella Manovra economica che stabilì un confronto tra aspettative di vita a media biennale e non a media annuale. Solo per lo scatto del 2021, in via transitoria, si stabilì che il confronto venisse effettuato tra la vita media del 2016 e quella del biennio 2017-2018.

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