Per chi percepisce già il reddito di cittadinanza è in arrivo l'assegno di ricollocazione. Stando a quanto comunicato dall'Anpal e ripreso dal quotidiano Il Sole 24 Ore, entro la metà di febbraio l'assegno di ricollocazione dovrà essere accreditato a coloro che hanno sottoscritto il cosiddetto Patto di servizio.

In un primo momento, questa misura era stata rivolta anche ai beneficiari della Naspi (con almeno quattro mesi di fruizione della disoccupazione Inps) ma poi è stata collegata esclusivamente al reddito di cittadinanza.

Tutti i soggetti attivabili di una famiglia che percepisce il sussidio e che hanno firmato il patto di lavoro potranno dunque usufruire del voucher che sarà utile per la ricerca intensiva di una nuova occupazione.

L'assegno di ricollocazione mira a favorire la ricerca di un lavoro

L'assegno di ricollocazione è un voucher con importo variabile da 500 a 5.000 euro che verrà riconosciuto a tutte le persone attivabili al lavoro che già percepiscono il sussidio. Non si tratta di soldi veri e propri che finiranno nella disponibilità dei beneficiari, giacché la somma andrà spesa presso i centri per l'impiego o le agenzie del lavoro accreditate presso l'Anpal per aiutare coloro che ricevono il reddito di cittadinanza nella ricerca intensiva di un'occupazione.

Tramite quest'intervento, infatti, il destinatario potrà usufruire di un servizio mirato all'individuazione di un posto di lavoro.

Il funzionamento dell'AdR

Entro la fine di febbraio si chiuderà il processo di accreditamento delle strutture presso le quali si potrà utilizzare l'assegno di ricollocazione. Sarà compito del beneficiario scegliere l'ufficio che lo affiancherà nella ricerca di un lavoro e presso la quale il buono sarà utilizzabile.

Occorre ricordare che il servizio può essere reso dai centri per l'impiego e dalle agenzie del lavoro accreditate dallo Stato o dalle Regioni. È stato stabilito che il supporto intensivo nell'individuazione di una nuova occupazione avrà una durata massima di 6 mesi. La decorrenza dei 180 giorni scatterà dal momento in cui il beneficiario e la struttura selezionata per il servizio terranno il primo appuntamento fissato tra le parti.

Nel corso dei 6 mesi, il destinatario del bonus avrà l'obbligo di frequentare i corsi, le attività e gli appuntamenti fissati dall'agenzia. Inoltre sarà chiamato ad accettare una congrua proposta di lavoro. Al primo appuntamento, il soggetto beneficiario verrà inquadrato in un profilo di difficoltà al reinserimento occupazionale. Quest'operazione inciderà sull'importo dell'assegno erogato: più difficile sarà l'individuazione di uno sbocco lavorativo in base alle competenze ed alla tipologia di lavoro indicata per un determinato profilo, maggiore sarà la cifra riconosciuta.

Come anticipato in precedenza, il buono va da 500 a 5.000 euro.

Bisogna sottolineare che il centro per l'impiego o l'agenzia del lavoro riceveranno la somma solo al termine del percorso. Qualora l'operazione non dovesse andare a buon fine e l'obiettivo occupazionale dovesse essere fallito, alla struttura verranno accreditati solo 106,50 euro.

Affinché l'attività possa ritenersi completata, saranno ritenute valide le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, quelle con contratto di apprendistato e gli ingaggi a tempo determinato purché di durata pari o superiore ai 6 mesi. Solo per le regioni svantaggiate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) l'intero processo potrà dirsi completato anche a fronte di assunzioni a tempo determinato della durata di 3 mesi.

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