Il bonus bebè, la famosa misura di sostegno alle famiglie che hanno nuovi figli nati o adottati, diventa misura universale proprio a partire da nascite e adozioni sopraggiunte nel 2020. La Legge di Bilancio del 2020 ha apportato alcune modifiche al famoso incentivo per le famiglie e l'Inps con la circolare n° 26 del 17 febbraio 2020 spiega le novità intervenute. Cambia molto per questo strumento che i legislatori hanno creato per incentivare le nascite e per dare sostegno alle famiglie. Cambiano gli importi e cambiano anche alcuni adempimenti necessari per poter rientrare tra i beneficiari di questa misura, a partire dall'Isee che non sarà più strettamente necessario.

Importi aumentati per i figli successivi al primo

Per le famiglie che hanno avuto un lieto evento (nascita o adozione) dal 1° gennaio scorso, entrano in vigore le novità del bonus bebè. In primo luogo, aumentano gli importi per i lieti eventi successivi al primo. L'importo del benefit che da quando è nato è stato sempre pari ad 80 o 160 euro al mese in base all'Isee, passa a 96 o 192 euro al mese per le nascite o le adozioni di figli successivi al primo. L'importo minimo di 80 euro o di 96 euro (dal secondo figlio in poi) potrà essere incassato anche senza l'Isee.

Questa l'altra grande novità introdotta dalla manovra finanziaria e che rende il bonus una misura più indirizzata verso l'incentivazione delle nascite che verso il sostegno a famiglie in difficoltà. La durata del bonus resta sempre la stessa, cioè dalla nascita e fino al compimento di un anno di età del bambino o dalla adozione e fino ad un anno dall'ingresso in famiglia del bambino.

Esteso il bonus anche a chi ha redditi alti

Le nuove condizioni di fruizione del bonus riguardano eventi scaturiti tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020. Per chi percepisce già il bonus per i figli avuti nel 2019, nulla cambia sia come importi che come adempimenti. L'Inps nella circolare specifica che le nuove fasce reddituali sono utili, come dicevamo, solo a stabilire l'importo del benefit e non il diritto.

Per la nascita o l'adozione del primo figlio, il bonus è pari a 1.920 euro annui, cioè 160 euro al mese per famiglie con Isee fino a 7.000 euro. Per famiglie con Isee compreso tra i 7.000 ed i 40.000, il benefit è pari a 120 euro al mese, cioè 1.440 euro annuali. Per chi ha Isee più alti, o non ha richiesto l'Isee, il benefit è pari ad 80 euro al mese, ossia 960 euro annui.

Come abbiamo visto, da quest'anno sono tre le fasce di importo del bonus previste per altrettante fasce di famiglie differenziate in base alle condizioni patrimoniali e reddituali. Gli importi del benefit per ciascuna fascia cambiano se il neonato o neo entrato in famiglia sia un figlio successivo al primo.

In questo caso si passa a 192, 144 e 96 euro al mese. Di fatto decade il limite reddituale atto a far rientrare le famiglie nel bonus bebè, che prima di queste modifiche era fissato a 25.000 euro (niente bonus per chi aveva Isee più alti di tale limite).

Dsu non più necessaria

L'Inps nella sua circolare pubblicata sul suo portale ufficiale specifica che in relazione agli eventi 2020, il diritto al bonus è intatto anche per chi non richiede l'Isee, cioè non presenta la Dsu o ne ha una scaduta e non rinnovata. In questo caso il bonus erogato sarà quello di fascia minima, cioè 80 euro per il primo figlio e 96 per il secondo o per gli altri.

Non essendo necessario avere un Isee in corso di validità, il bonus verrà erogato anche nel caso di Dsu con omissioni. Resta confermato il fatto che nel caso in cui la famiglia presenti un Isee in data successiva alla domanda di bonus bebè, gli importi potrebbero essere corretti alla luce dell'Isee stesso.

In questo caso, le famiglie avranno diritto ad un aumento di bonus per la fascia di riferimento, ma solo per i mesi successivi a quelli in cui hanno presentato la Dsu, perché per i precedenti resta per loro il diritto agli importi minimi del beneficio. Un chiarimento l'Inps lo riporta anche per i parti gemellari.

Se i gemelli sono i primi figli della famiglia, per uno dei due si avrà diritto al bonus ordinario, mentre per il secondo si avrà diritto a quello più alto per i figli successivi al primo.

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