La consigliera regionale di Forza Italia, Chiara Biondi, ha espresso la sua solidarietà e il suo sostegno ai lavoratori della Beko di Melano di Fabriano, in provincia di Ancona, intervenendo al presidio di sciopero la mattina dell’8 settembre 2026. La sua presenza ha sottolineato l'urgenza di una vertenza che vede l'azienda richiamata al rispetto degli accordi sottoscritti, degli impegni assunti e, soprattutto, delle prospettive industriali e degli investimenti promessi. La mobilitazione, che ha animato i cancelli dello stabilimento, ha trovato eco nella ferma presa di posizione della consigliera.
Biondi ha posto l'accento sulla necessità di garantire un futuro certo per i dipendenti e le loro famiglie, evidenziando come la vertenza non sia solo una questione economica, ma un tema di sicurezza occupazionale. Ha ricordato che i lavoratori hanno già onorato i sacrifici richiesti, e che ora è indispensabile che l'azienda faccia la sua parte. «Adesso devono arrivare fino in fondo anche gli investimenti e le prospettive industriali promesse», ha ribadito la consigliera, sottolineando come il mantenimento degli impegni sia cruciale per la stabilità del sito produttivo.
La mobilitazione a Melano di Fabriano
Il presidio si è concentrato davanti ai cancelli dello stabilimento Beko di Melano di Fabriano, teatro della mobilitazione che ha visto la partecipazione attiva dei lavoratori in sciopero e delle rappresentanze sindacali.
La consigliera Biondi ha ribadito la sua vicinanza ai dipendenti e alle organizzazioni, mettendo in luce la gravità delle vertenze industriali che impattano sui territori. Ha evidenziato il legame indissolubile tra i piani industriali, la gestione degli esuberi, il ricorso alla cassa integrazione e le reali condizioni di vita delle persone direttamente coinvolte.
Rivolgendosi direttamente ai lavoratori, Biondi ha descritto la loro situazione come quella di «uomini e donne che chiedono certezze sul futuro», sottolineando la dignità della loro richiesta. Ha lanciato un appello a superare ogni divisione, invitando a mettere da parte appartenenze, polemiche e contrapposizioni politiche di fronte a una questione così fondamentale come il lavoro.
La sua conclusione è stata un chiaro richiamo all'unità: «Bisogna essere tutti dalla stessa parte». La vertenza Beko, ha affermato, trascende gli schieramenti politici per diventare una causa comune che interessa profondamente Fabriano e l'intero territorio.
Le ragioni della protesta e le contestazioni sindacali
La mobilitazione dell’8 settembre 2026 è stata indetta con l'obiettivo primario di denunciare il mancato rispetto delle intese industriali precedentemente sottoscritte. Il presidio, iniziato alle ore 10, ha animato l'ingresso del sito produttivo di Melano, luogo simbolo della vertenza. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato, nel contesto di questa complessa situazione, il già avvenuto completamento dei 66 esuberi occupazionali previsti, un punto cruciale che rende ancora più pressante la richiesta di chiarezza e rispetto degli accordi da parte dell'azienda.