Il consigliere regionale di minoranza Roberto Cifarelli, presidente della II Commissione consiliare, ha richiesto con urgenza la convocazione di un tavolo regionale per affrontare la delicata vertenza CallMat. La sollecitazione, indirizzata al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, mira a salvaguardare il futuro dei circa 350 lavoratori del sito materano, attualmente a grave rischio di licenziamento.

La richiesta di Cifarelli, avanzata il 23 settembre 2026 da Matera, prevede la partecipazione essenziale di CallMat, Tim, delle organizzazioni sindacali e del Governo nazionale, rappresentato dal Mimit.

L'obiettivo è accelerare il percorso di risoluzione della crisi occupazionale e definire con chiarezza il ruolo e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Il consigliere ha sottolineato l'importanza che il presidente Bardi convochi "immediatamente il tavolo con CallMat, Tim, organizzazioni sindacali e Governo nazionale" per una gestione tempestiva della situazione.

Il Ruolo Cruciale di Tim e la Posizione di CallMat

Nel contesto delineato da Cifarelli, l'azienda CallMat avrebbe manifestato la propria volontà di mantenere la presenza operativa a Matera. Tuttavia, la Tim avrebbe confermato l'intenzione di non prorogare, oltre il 31 dicembre, i volumi di lavoro destinati al sito lucano. Questa decisione pone una seria ipoteca sulla continuità produttiva e occupazionale.

Per il consigliere regionale, la presenza di Tim al tavolo di confronto è pertanto indispensabile per ottenere chiarimenti sulle intenzioni della committenza e per affrontare la vertenza in modo congiunto con gli altri attori istituzionali e aziendali.

Cifarelli ha inoltre sollecitato la Regione Basilicata a fornire delucidazioni precise riguardo alle risorse economiche ancora disponibili, allo stato di avanzamento dei progetti di digitalizzazione precedentemente annunciati e alle iniziative concrete che intende attivare per attrarre nuove commesse. La richiesta mira a garantire la continuità produttiva e occupazionale del presidio di Matera, un aspetto considerato centrale nella vertenza, unitamente al coinvolgimento attivo del Governo nazionale tramite il Mimit.

La Mobilitazione Sindacale a Matera

La grave situazione occupazionale aveva già innescato una forte reazione da parte delle organizzazioni sindacali. Il giorno precedente, il 22 settembre 2026, le sigle SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni Basilicata, insieme alla RSU CallMat di Matera, avevano annunciato l'avvio di una nuova fase di mobilitazione. I sindacati hanno evidenziato come il rischio di circa 350 licenziamenti sia direttamente collegato al venir meno delle condizioni produttive, aggravate dalla mancata proroga dei volumi di chiamate da parte della committenza Tim oltre la data del 31 dicembre. Nel loro documento, le rappresentanze sindacali hanno indicato la necessità di un tavolo di confronto per affrontare la vertenza.