Il pomeriggio del 10 settembre 2026, una ventina di detenute della Casa circondariale femminile della Giudecca, a Venezia, ha partecipato a una sfilata di abiti realizzati nella sartoria del carcere, un momento di riscatto e creatività. L’iniziativa si inserisce nel progetto Banco Lotto n° 10, promosso dalla cooperativa sociale Il Cerchio, che dal 1999 offre alle recluse formazione e opportunità professionali nella moda e nell’artigianato.
L’evento, intitolato “La Valigia Fantasma”, ha visto le partecipanti sfilare su un tappeto rosso allestito lungo il chiostro.
Presentati capi iconici e modelli della nuova collezione di Banco Lotto. I capi sono venduti anche all’esterno: nel nuovo spazio di Rio Terà Sant’Aponal, Venezia, e al Lido durante la Mostra del Cinema. Le detenute hanno sfilato a piedi scalzi, esibendo cappotti, vestaglie e abiti con tessuti pregiati, anche dalla tessitura Bevilacqua.
Il lavoro come strumento di dignità e autonomia
La direttrice Maurizia Campobasso ha collegato la sfilata al percorso personale e professionale delle donne detenute. Il lavoro è stato indicato come strumento di dignità, autonomia e ricostruzione nella legalità. Il titolo “La Valigia Fantasma” richiama il bagaglio di errori, sofferenze e capacità da riscoprire che accompagna l’ingresso in carcere.
Il progetto sartoriale consente alle detenute di acquisire competenze qualificate e creative, con produzione diretta di capi destinati alla vendita.
Nel laboratorio della Casa di Reclusione Donne della Giudecca, la coordinatrice insegna tecniche di taglio e cucito. I capi vengono disegnati e confezionati internamente, utilizzando tessuti naturali di qualità come seta shantung, cotone, lino e lana. Ogni ristretta confeziona interamente il capo assegnato, unendo formazione manuale, organizzazione del lavoro e realizzazione artigianale.
La toga donata al viceministro Sisto
Alla sfilata era presente il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Ha ricevuto in dono una toga realizzata dalle detenute. Sisto ha dichiarato: “La porterò con orgoglio”, sottolineando il valore di gesto e lavoro.