A Buggerru, il 4 settembre 2026, le principali sigle sindacali italiane – Cgil, Cisl e Uil – si sono riunite per commemorare il 122esimo anniversario dell’eccidio dei minatori del 1904. L’evento ha rappresentato un momento di riflessione e un’occasione per ribadire l’urgenza di affrontare temi cruciali quali la sicurezza nei luoghi di lavoro, la dignità, i diritti e la necessità di garantire salari adeguati a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Gli interventi dei rappresentanti sindacali hanno posto l’accento sull’importanza di non dimenticare il sacrificio del passato per costruire un futuro migliore nel mondo del lavoro.

La segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru, ha aperto la serie di interventi, collegando il ricordo dei minatori caduti a Buggerru alla necessità di un impegno attuale e concreto per la tutela del lavoro. Murru ha richiamato con forza il valore simbolico che Buggerru riveste nella storia del movimento dei lavoratori italiani, un luogo che evoca la memoria di uomini che non fecero ritorno a casa, uccisi per aver osato chiedere un’ora di riposo in condizioni disumane. Questo sacrificio, ha sottolineato, fu la scintilla che diede origine al movimento dei lavoratori italiani e al primo sciopero nazionale, segnando una tappa fondamentale nella lotta per i diritti. Nel suo discorso, la segretaria generale della Uil Sardegna ha evidenziato come la sicurezza sul lavoro rimanga un obiettivo ancora lontano dall’essere pienamente raggiunto, sia nelle fabbriche e nell’industria, sia in tutte quelle situazioni in cui la protezione di lavoratrici e lavoratori è ancora centrale e non negoziabile.

Murru ha inoltre toccato il delicato tema della dignità salariale, sottolineando l’indispensabilità di uno sforzo comune e sinergico tra le parti sociali, i sindacati e la politica per garantire retribuzioni eque e rispettose del valore del lavoro.

Le richieste di Cgil e Cisl per la memoria e la tutela

Durante la giornata della memoria, la segretaria generale della Cgil Sardegna, Simona Fanzecco, ha rivolto un appello urgente alla Regione, chiedendo la proroga immediata dell’ordinanza che vieta il lavoro all’aperto nelle ore di caldo estremo, provvedimento scaduto il 31 agosto. La richiesta è stata formulata pensando alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che operano in condizioni particolarmente difficili e rischiose, come nei cantieri edili, nei capannoni industriali, nei campi agricoli e in tutti quei contesti dove le temperature possono raggiungere livelli insostenibili.

Fanzecco ha altresì sollecitato l’introduzione di strumenti permanenti di tutela, essenziali per garantire la sicurezza e la dignità dei lavoratori di fronte alle sfide poste dal caldo estremo e, più in generale, dalle mutate condizioni climatiche.

Nel suo intervento, la Cgil Sardegna ha voluto ricordare un impegno significativo preso due anni prima, proprio in occasione della commemorazione di Buggerru: la sottoscrizione del Patto di Buggerru. Questo protocollo, firmato da Cgil, Cisl e Uil con la presidenza della Regione, è finalizzato al potenziamento delle azioni per la salute e la sicurezza nel lavoro. Fanzecco ha collegato la richiesta di proroga dell’ordinanza alla necessità impellente di applicare il Patto in ogni sua parte, evidenziando altresì il ritardo nell’assegnazione delle risorse e nell’attuazione delle misure previste, un ritardo che rischia di compromettere gli sforzi compiuti per migliorare le condizioni di lavoro in Sardegna.