Le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti italiani di Electrolux. L'annuncio è giunto a Roma il 4 settembre 2026, nel pomeriggio, al termine di due giorni di trattativa presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La decisione è motivata dall'esito del confronto, che ha visto Electrolux manifestare l'intenzione di superare gli accordi sindacali sull'organizzazione del lavoro, proporre modifiche limitate al piano industriale e confermare la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi.
Le modalità della mobilitazione, che si inserisce in un più ampio stato di agitazione, saranno definite successivamente.
Focus sul piano industriale e Cerreto d'Esi
Il cuore della vertenza si concentra sull'organizzazione del lavoro, sugli accordi sindacali e sulle prospettive del piano industriale. La proclamazione di una fermata produttiva di otto ore, estesa a tutti i siti Electrolux, rappresenta la risposta delle sigle metalmeccaniche. Le modalità operative dello sciopero, così come la prosecuzione dello stato di agitazione, saranno definite in un secondo momento.
La chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, emerge come uno degli elementi più critici. Il sito, che impiega 170 lavoratori e produce cappe da cucina, era già stato indicato per la chiusura nel piano annunciato l'11 maggio 2026.
La conferma di tale decisione, dopo i recenti incontri ministeriali, consolida la posizione dei sindacati nella piattaforma di mobilitazione nazionale.
Gli stabilimenti italiani e i numeri della crisi
Il piano Electrolux, annunciato l'11 maggio 2026, prevede 1.700 esuberi in Italia su un totale di circa 4.000 addetti. Oltre alla chiusura di Cerreto d'Esi, il gruppo mantiene altri stabilimenti sul territorio nazionale. Questi includono Porcia (Friuli), con 1.500 addetti per lavatrici; Susegana (Veneto), con circa mille addetti per frigoriferi e congelatori; Forlì (Romagna), con altri mille dipendenti per forni e piani cottura; e Solaro, in Lombardia.