Il Ministero del Lavoro ha ufficialmente approvato, in data primo settembre 2026, il decreto relativo al contratto di solidarietà per lo stabilimento StarTech di Trieste, precedentemente noto come Flextronics. Questa importante comunicazione è giunta al termine di un incontro di monitoraggio sulla complessa vertenza, tenutosi presso la Regione a Trieste. All'incontro hanno preso parte figure istituzionali e rappresentanti delle parti sociali: gli assessori regionali Alessia Rosolen (Lavoro) e Sergio Emidio Bini (Attività produttive), i vertici di Confindustria Alto Adriatico, le organizzazioni sindacali territoriali e di categoria dei metalmeccanici, e le Rsu aziendali.
Nonostante l'autorizzazione ministeriale, le sigle sindacali Fiom Cgil, Uilm, Fim-Cisl, Ugl territoriali e le Rsu hanno espresso forti preoccupazioni. Hanno infatti segnalato che permangono significative incertezze sia riguardo alle prospettive industriali future dello stabilimento sia, nell'immediato, sul pagamento delle spettanze dovute alle lavoratrici e ai lavoratori. Il resoconto dell'incontro ha evidenziato chiaramente che, anche dopo l'emissione del decreto, "resta l'incertezza sia di prospettiva industriale sia nell'immediato sul pagamento delle spettanze dovute alle lavoratrici e ai lavoratori", sottolineando la persistente criticità della situazione.
Il periodo coperto dalla cassa integrazione straordinaria
Il trattamento di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzato copre il periodo del contratto di solidarietà che va dall'8 agosto al 31 ottobre. Per quanto concerne i pagamenti relativi al mese di agosto, i sindacati sono stati informati che il processo operativo prevede prima i conteggi da parte dell'azienda. Solo dopo l'invio dei dati di competenza aziendale, l'Inps potrà procedere con l'erogazione delle somme dovute per quel mese, un passaggio che i lavoratori attendono con apprensione.
La vertenza StarTech non è nuova a momenti di tensione. Già ad aprile, infatti, circa 320 lavoratori dello stabilimento non avevano ricevuto gli stipendi nei tempi previsti.
Tale ritardo aveva fatto emergere una problematica cruciale: i principali finanziatori del progetto di rilancio dell'azienda non erano ancora entrati a far parte dell'assetto societario. Questo elemento ha inevitabilmente alimentato le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento triestino e ha spinto le organizzazioni sindacali a richiedere con urgenza un confronto di monitoraggio con le istituzioni e tutte le parti coinvolte, al fine di trovare soluzioni concrete e durature.
Il dialogo tra Regione, Confindustria e rappresentanze sindacali
Durante l'incontro in Regione, al quale hanno partecipato attivamente Confindustria Alto Adriatico, le organizzazioni sindacali territoriali e di categoria dei metalmeccanici e le Rsu dello stabilimento, gli assessori Rosolen e Bini hanno ribadito l'importanza di un dialogo costruttivo.
Hanno collegato il confronto alla necessità di costruire un percorso condiviso per affrontare le sfide attuali e future dello stabilimento, evidenziando l'impegno delle istituzioni a supporto della vertenza.