Si è aperta a Torino, il 25 settembre 2026, la causa promossa da 23 ex dipendenti di Postalcoop, società di multiservizi posta in liquidazione giudiziale il 22 novembre 2025 nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza denominata Epicentro. Il Tribunale ha invitato le parti a tentare una conciliazione. I lavoratori, rimasti senza occupazione, chiedono il riconoscimento della reale natura dei rapporti di lavoro e il reinserimento nell’organico aziendale.
Le controparti in causa sono Nexive Network, società di Poste Italiane, e Opera Delivery, srl con sede a Milano.
Postalcoop operava nello smistamento delle consegne per Nexive, in subappalto tramite Opera Delivery. Durante l'udienza, i ricorrenti sono stati rappresentati dall'avvocato Roberto Mortara. Un presidio di lavoratori, sostenuto da Slc-Cgil, si è tenuto davanti al Palazzo di Giustizia.
Le richieste degli ex dipendenti
La vertenza verte sul rapporto tra le mansioni svolte dagli ex addetti e la catena di appalti e subappalti legata ai servizi postali. Andrea, della Rsa, ha dichiarato: “Nexive si è dimenticata di noi. Ora chiediamo il riconoscimento della natura reale dei rapporti di lavoro e il reinserimento nell’organico aziendale”. Al termine dell’udienza, è emerso l'orientamento dei ricorrenti a respingere ogni proposta di conciliazione.
La discussione proseguirà nelle prossime settimane.
La mobilitazione dei lavoratori chiede il reintegro, l'assunzione diretta e il riconoscimento di salari adeguati, ritenuti più consoni rispetto a quelli percepiti durante l'attività in subappalto. La vicenda coinvolge gli ex dipendenti della Postalcoop di Grugliasco e si inserisce nella perdita di occupazione per circa trenta persone dopo la crisi aziendale. In concomitanza con la prima udienza, i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti al Palazzo di Giustizia di Torino.
La posizione sindacale
Secondo la Cgil, i contratti applicati agli addetti non includevano la clausola sociale, un elemento che avrebbe dovuto garantire il riassorbimento dei lavoratori da parte delle imprese subentrate. Il sindacato sostiene che l'attività fosse svol