Le Regioni Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana hanno denunciato con fermezza la loro esclusione dai 19 milioni di euro destinati a finanziare le supplenze temporanee del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). La presa di posizione congiunta è stata formalizzata a Perugia il 17 settembre 2026, evidenziando una profonda contestazione riguardo le risorse previste per supportare le istituzioni scolastiche interessate dal processo di dimensionamento scolastico. Le quattro amministrazioni regionali interpretano il mancato accesso a questi fondi come una vera e propria “ritorsione contro la scuola pubblica”, collegandolo esplicitamente alla mancata adozione autonoma dei rispettivi piani di dimensionamento.
Il documento di denuncia porta le firme di Fabio Barcaioli, assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Alessandra Nardini per la Toscana, Ilaria Portas per la Sardegna e Isabella Conti per l’Emilia-Romagna. Gli amministratori regionali hanno sottolineato che, nonostante la mancata adozione autonoma, il dimensionamento nelle loro Regioni è comunque avvenuto, ma attraverso un processo di commissariamento imposto dal Governo. La loro principale contestazione si concentra, dunque, sul criterio che vincola l’accesso a queste cruciali risorse all’adozione autonoma dei piani regionali, considerandolo ingiusto e penalizzante.
Le Regioni escluse denunciano gravi ripercussioni
Nella nota congiunta, le Regioni hanno ribadito che le scuole del loro territorio sono state effettivamente dimensionate, ma si trovano ora private delle risorse indispensabili per affrontare le conseguenze dirette di questa riorganizzazione. Gli assessori hanno specificato che le aree maggiormente colpite da questa carenza di fondi includono la vigilanza e la tutela degli alunni, la gestione e l'operatività dei laboratori scolastici e l'efficienza delle pratiche amministrative. Viene inoltre evidenziato come il personale ATA, già descritto nella stessa nota come un organico progressivamente e costantemente ridotto negli ultimi anni, si trovi ad affrontare un aggravamento delle proprie mansioni e una crescente difficoltà nel garantire servizi essenziali.
Di fronte a questa situazione, le quattro amministrazioni regionali hanno annunciato l'intenzione di intraprendere iniziative concrete per contrastare l’esclusione dai fondi. La loro richiesta è chiara e perentoria: le risorse devono essere assegnate alle scuole che ne hanno effettivo bisogno, senza alcuna distinzione basata sul percorso amministrativo seguito per il dimensionamento. La formula “Le risorse devono andare alle scuole che ne hanno bisogno” è stata ripetuta con forza, riferendosi specificamente ai 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA, evidenziando l'urgenza di un intervento equo e mirato.
Il quadro dei fondi per gli incarichi temporanei ATA
Il dossier parlamentare collegato al provvedimento in questione fornisce dettagli sulle risorse. Per l’anno scolastico 2026/2027, il comma 4 prevede l'erogazione di fondi aggiuntivi pari a 19 milioni di euro. Queste somme sono specificamente destinate all’attivazione di incarichi temporanei per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, con una durata prevista fino al 30 giugno 2027. L'obiettivo di tali risorse è garantire un supporto essenziale alle scuole, in particolare quelle che hanno subito un riassetto organizzativo, permettendo di coprire esigenze di personale che altrimenti rimarrebbero insoddisfatte e comprometterebbero il regolare svolgimento delle attività didattiche e gestionali.