La Cisl ha presentato a Cagliari, il 9 settembre 2026, il rapporto “Il valore del lavoro”, un'analisi sul mercato del lavoro in Sardegna, per Giunta e Consiglio regionale. Il documento evidenzia un aumento degli occupati nell’isola: circa 577mila nel 2023, 592mila nel 2024 e 598mila nel 2025. Nonostante questa crescita, il sindacato sottolinea la qualità dell’occupazione e le condizioni economiche dei lavoratori dipendenti.

Pierluigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna, ha collegato le retribuzioni alla struttura occupazionale isolana.

Nel 2023, la retribuzione media annua di un dipendente sardo era di 17.642 euro, contro i 23.630 euro della media italiana, una differenza di quasi 6mila euro (circa il 25% in meno). La disparità è dovuta a stagionalità, part-time, discontinuità e minori giornate lavorate. Ledda ha chiarito: “per aumentare il reddito da lavoro dobbiamo intervenire sia su quanto viene pagato il lavoro, sia su quanto lavoro viene effettivamente svolto durante l'anno”.

Divari nel mercato del lavoro

Il rapporto segnala importanti divari interni. Tra il 2021 e il 2025, il tasso di occupazione femminile è salito dal 46,3% al 51,1%, ma resta inferiore al 65,2% maschile (una distanza di 14,1 punti). Un altro scarto riguarda il titolo di studio: nel 2025, l'occupazione per laureati o post-laureati era dell’83,7%, mentre per chi possiede al massimo la licenza media scendeva al 47,7%, un divario di 36 punti.

Il documento affronta il tema delle competenze future. I settori chiave individuati sono energia, sanità, digitale, intelligenza artificiale, industria, turismo, economia del mare, infrastrutture ed Einstein Telescope. La Cisl sottolinea l'importanza di una programmazione della formazione e di profili professionali allineati agli investimenti. Il rapporto sollecita un'analisi congiunta di crescita degli occupati, livelli retributivi, stabilità dei percorsi e disponibilità di competenze.