La Uil ha dato il via a Perugia, in data 22 settembre 2026, alla prima di una serie di iniziative nazionali che compongono la campagna “Difendiamo il salario. Più contratti, più potere d'acquisto, più sanità”. L’evento inaugurale si è tenuto nel cuore della città, vedendo la partecipazione di figure di spicco come il segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni e il segretario regionale dell’Umbria Maurizio Molinari. Questa importante iniziativa ha posto al centro del dibattito e delle rivendicazioni la fondamentale tutela del salario, la salvaguardia del potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati, l'urgenza dei rinnovi contrattuali, la revisione della fiscalità territoriale e, non da ultimo, il cruciale tema della sanità pubblica.

Le richieste su salario, contratti e imposte locali

Emanuele Ronzoni ha esplicitamente collegato l’avvio di questa campagna alla pressante richiesta di una maggiore e più concreta attenzione da parte tanto del governo nazionale quanto delle amministrazioni locali. Il segretario organizzativo nazionale ha delineato come obiettivi irrinunciabili la tutela e la salvaguardia del salario, con un chiaro riferimento alla necessità di una più equa ridistribuzione della ricchezza e alla fondamentale importanza di garantire a cittadine e cittadini la capacità di sostenere adeguatamente i propri consumi. Tra le richieste più urgenti e significative avanzate dalla Uil figurano la detassazione degli aumenti contrattuali, l'indispensabile rinnovo dei contratti collettivi e una revisione profonda delle tasse locali.

Ronzoni ha evidenziato con forza come le imposte territoriali finiscano per assorbire quasi interamente i benefici derivanti dai rinnovi contrattuali ottenuti a livello nazionale, argomentando che una sostanziale riduzione della fiscalità locale rappresenterebbe un passo cruciale per incrementare la capacità reddituale effettiva di lavoratori e pensionati.

Durante il suo articolato intervento, Ronzoni ha inoltre richiamato con decisione il tema degli extraprofitti, puntando il dito su settori specifici come le aziende farmaceutiche, le banche, e le grandi imprese operanti nel settore dell’energia e del petrolio. Secondo la visione della Uil, un intervento normativo e fiscale mirato a recuperare parte di questi profitti straordinari libererebbe risorse economiche ingenti, da destinare prioritariamente al benessere e al sostegno diretto dei cittadini.

Le richieste fondamentali, sintetizzate dal segretario organizzativo nazionale, si concentrano quindi su “detassazione degli aumenti contrattuali, rinnovo dei contratti e soprattutto più attenzione sulle tasse locali”, evidenziando una strategia complessiva per il rilancio del potere d'acquisto.

Il richiamo all’Umbria e al Patto 2030

Maurizio Molinari, dal canto suo, ha focalizzato il proprio intervento sulla peculiare situazione regionale. Il segretario umbro della Uil ha espresso con fermezza la sua posizione, affermando: “In Umbria i problemi ci sono, inutili nasconderli”. Ha successivamente collegato il gravoso tema fiscale ai significativi sacrifici richiesti ai cittadini umbri, avanzando la chiara richiesta che le tasse versate tornino effettivamente ai cittadini stessi, oppure che venga fornita una trasparente e dettagliata spiegazione su come e dove tali risorse vengano impiegate. Riguardo al Patto 2030, Molinari ha specificato che la sottoscrizione da parte della Uil è vincolata a condizioni precise e ben definite.