È partita da Perugia, il 22 settembre 2026, la campagna nazionale della Uil intitolata “Difendiamo il salario. Più contratti, più potere d'acquisto, più sanità”. L'iniziativa, la prima di una serie di appuntamenti su scala nazionale, ha preso il via nel cuore della città, in Piazza IV Novembre. L'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco come il segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni e il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, che hanno animato il confronto sui temi centrali della campagna.

Questo appuntamento perugino segna l'inizio di un percorso nazionale volto ad affrontare questioni cruciali quali il potere d'acquisto dei cittadini, l'impatto della fiscalità su salari e pensioni e la necessità di maggiori risorse per la sanità.

L'incontro, svoltosi a partire dalle ore 9.30, ha focalizzato l'attenzione sulla situazione specifica degli umbri, promuovendo un dibattito approfondito su temi come l'inflazione crescente, il caro energia, l'elevata pressione fiscale a livello territoriale e le persistenti difficoltà del sistema sanitario regionale.

Le richieste per salari e contratti

Emanuele Ronzoni, segretario organizzativo nazionale della Uil, ha posto la difesa dei salari come punto focale e irrinunciabile della campagna. Ha sottolineato come la tutela del reddito sia strettamente collegata alla redistribuzione della ricchezza e alla capacità di cittadine e cittadini di sostenere i consumi, elementi essenziali per la ripartenza economica.

Tra le richieste avanzate con forza dalla Uil figurano la detassazione degli aumenti contrattuali, il rapido rinnovo dei contratti collettivi e, in particolare, una maggiore attenzione alla riduzione delle tasse locali.

Il tema delle imposte locali è stato ampiamente discusso, con un riferimento specifico all'incidenza che queste hanno su lavoratori e pensionati. Ronzoni ha evidenziato come una riduzione mirata delle tasse locali rappresenti uno degli strumenti più efficaci per incrementare la capacità reddituale delle famiglie. Ha inoltre rilanciato la proposta della Uil di intervenire sugli extraprofitti generati da settori chiave come quello farmaceutico, bancario, energetico e petrolifero, con l'obiettivo primario di liberare risorse significative da destinare direttamente a favore dei cittadini e delle loro esigenze.

Il contesto umbro e il Patto 2030

Maurizio Molinari, segretario generale della Uil Umbria, ha collegato la campagna nazionale alla complessa situazione regionale. “In Umbria i problemi ci sono, è inutile nasconderli”, ha dichiarato Molinari, evidenziando le difficoltà che affliggono il territorio. Nel suo intervento, ha richiamato il sacrificio economico richiesto agli umbri e ha posto con urgenza il tema della restituzione delle tasse ai cittadini o, in alternativa, di una verifica trasparente su come e dove tali risorse vengono effettivamente spese per il bene della comunità.

Il segretario regionale ha inoltre subordinato l'eventuale firma del Patto 2030 alla presenza di condizioni precise e non negoziabili.

Il confronto avviato in Umbria è stato presentato come una tappa fondamentale all'interno di una più ampia campagna che, dopo il congresso nazionale della Uil, proseguirà con ulteriori iniziative su tutto il territorio italiano.