I sindacati Fiom, Fsm e Uilm hanno abbandonato il tavolo di confronto sulla complessa vertenza SiderAlloys presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), esprimendo una valutazione decisamente negativa sull'esito dell'incontro tenutosi lo scorso 15 settembre 2026. I segretari Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco hanno manifestato profonda delusione per lo stallo persistente del confronto e per il mancato rilancio produttivo, che rimane bloccato dopo anni di attesa e promesse non mantenute. La vertenza è incentrata principalmente sullo stabilimento di Portovesme e sul cruciale settore dell'alluminio primario nel territorio del Sulcis, un ambito che le organizzazioni sindacali considerano di vitale importanza e che ritengono prioritario rilanciare con urgenza, garantendo al contempo la piena tutela occupazionale per tutti i lavoratori coinvolti.

All'uscita dal confronto ministeriale, i rappresentanti di Fiom, Fsm e Uilm hanno sintetizzato la situazione attuale con una dichiarazione perentoria e disillusa: “si continuano a raccontare le stesse cose ma di fatto è tutto in alto mare”. Nello specifico, i sindacati hanno aspramente contestato la persistenza di discussioni relative a mere autorizzazioni da parte della Provincia, mentre la loro richiesta fondamentale rimane l'adozione di strumenti concreti e immediati per la riattivazione effettiva dell'attività produttiva. Nel corso del loro intervento, hanno altresì richiamato con forza gli impegni precedentemente assunti dal ministro Urso, sia direttamente con i lavoratori di Portovesme sia con le organizzazioni sindacali stesse, sottolineando la necessità di azioni conseguenti.

Richiesta di Discontinuità e Urgenza Occupazionale

Il punto focale e irrinunciabile sollevato dalle organizzazioni metalmeccaniche è la necessità improrogabile di una discontinuità rispetto all'attuale proprietà di SiderAlloys. Fiom, Fsm e Uilm sollecitano con fermezza l'individuazione rapida di un soggetto credibile e affidabile, in grado di assicurare un vero rilancio del comparto dell'alluminio primario nel Sulcis e di offrire una prospettiva occupazionale stabile e duratura ai lavoratori coinvolti nella vertenza. In questo delicato quadro, viene chiamata in causa anche Invitalia, che detiene una quota societaria significativa. I sindacati ritengono che Invitalia debba esercitare un ruolo di vigilanza attiva e incisiva sul percorso intrapreso, specialmente dopo ben otto anni trascorsi senza risultati concreti e ritenuti sufficienti dalle organizzazioni stesse, evidenziando una situazione di stallo inaccettabile.

Una scadenza imminente che desta particolare e crescente preoccupazione riguarda il futuro degli ammortizzatori sociali: il 31 dicembre 2026 segnerà la fine della cassa integrazione per i dipendenti diretti di SiderAlloys e della mobilità per i lavoratori appartenenti al bacino dell'indotto. La platea complessiva di persone direttamente interessate da questa complessa vertenza ammonta a circa 400 individui, per i quali è urgente trovare soluzioni. Il prossimo appuntamento al tavolo istituzionale, cruciale per il prosieguo del confronto, è stato fissato per il 7 ottobre 2026, data in cui si spera di ottenere progressi significativi.

Il Precedente sulle Mobilità a Portovesme

Nel polo industriale di Portovesme, il 4 luglio 2026 era stato comunicato il via libera al pagamento di 210 delle 274 mobilità in deroga. N