Genova si mobilita contro i tagli occupazionali annunciati da Ericsson. La sindaca Silvia Salis è intervenuta con fermezza a Palazzo Tursi, durante il Consiglio comunale del 15 settembre 2026, definendo la procedura di licenziamento collettivo per 131 dipendenti della sede genovese una vera e propria "ferita per la città". L'iniziativa della multinazionale svedese delle telecomunicazioni ha scatenato una forte reazione, con la prima cittadina che ha subito collegato la vicenda alla necessità di tutelare i lavoratori coinvolti.

Salis ha annunciato l'intenzione di incontrare le organizzazioni sindacali e ha formalmente richiesto un confronto diretto con i vertici aziendali di Ericsson.

L'obiettivo è chiaro: verificare quali azioni concrete possano essere intraprese per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti interessati dalla procedura di esubero. Nel suo intervento, la sindaca ha sottolineato il peso significativo del ridimensionamento occupazionale sul tessuto sociale ed economico del territorio ligure, affermando con decisione: "Genova è al fianco dei lavoratori Ericsson in sciopero".

La posizione del Comune è stata ribadita con una formula netta riguardo al possibile disimpegno aziendale dalla città: "Non ce lo possiamo permettere". Il caso dei 131 esuberi si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione da parte dei lavoratori della sede genovese, intensificatasi dopo l'invio delle lettere di licenziamento da parte dell'azienda.

L'impegno del Consiglio comunale

La solidarietà e l'azione istituzionale hanno trovato piena espressione nel Consiglio comunale di Genova, che ha approvato all'unanimità un ordine del giorno straordinario. Il documento, sottoscritto da tutti i capigruppo, esprime piena solidarietà ai 131 lavoratori Ericsson coinvolti nella nuova procedura di licenziamento, annunciata dall'azienda l'11 settembre. Questo atto rappresenta un impegno formale della città.

L'ordine del giorno impegna esplicitamente la sindaca e la Giunta ad attivarsi con la massima urgenza nei confronti della proprietà e della dirigenza di Ericsson. La richiesta principale è la sospensione o la revoca immediata della procedura di licenziamento.

Inoltre, il documento sollecita il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sindacali, dell'azienda stessa e di tutte le istituzioni competenti, con l'obiettivo di aprire un dialogo costruttivo.

Un punto cruciale del testo approvato è la richiesta di istituire un tavolo di confronto al Ministero. La vicenda Ericsson è così entrata a pieno titolo nell'agenda istituzionale cittadina, conferendo a sindaca e Giunta un chiaro mandato per avviare un'interlocuzione decisiva con la multinazionale e con le parti sociali, cercando soluzioni concrete per i lavoratori.

Un ridimensionamento di lunga data

La sindaca Salis ha evidenziato come gli attuali 131 esuberi non rappresentino un episodio isolato, ma si inseriscano in una storia di riduzione occupazionale che ha interessato Ericsson a Genova nel corso degli anni. Il richiamo storico parte dal 2006, anno in cui la multinazionale svedese acquisì Marconi. Da quel momento, lo stabilimento genovese ha visto l'inizio di un processo di ridimensionamento.