Si è aperta a Torino una significativa causa legale che vede protagonisti un gruppo di ex dipendenti Postalcoop, la società di multiservizi posta in liquidazione giudiziale lo scorso 22 novembre 2025. L'azione, promossa da 23 lavoratori rimasti senza occupazione, mira al riconoscimento della natura effettiva dei rapporti di lavoro e al loro reinserimento nell'organico aziendale. L'udienza inaugurale, tenutasi il 25 settembre 2026, ha visto il tribunale invitare le parti a un tentativo di conciliazione, una proposta che i ricorrenti sembrano però orientati a respingere con fermezza.

La vicenda affonda le radici nell'inchiesta della Guardia di Finanza denominata “Epicentro”, che ha portato alla liquidazione di Postalcoop. Quest'ultima, in qualità di subappaltatore, gestiva lo smistamento delle consegne per conto di Nexive Network, una società appartenente al gruppo Poste Italiane, avvalendosi della collaborazione di Opera Delivery, una srl con sede a Milano. Sono proprio Nexive Network e Opera Delivery le controparti chiamate in causa dagli ex lavoratori.

Le richieste dei lavoratori e il presidio

La mattina dell'udienza, un presidio di lavoratori, supportato da Slc-Cgil, si è radunato davanti al Palazzo di Giustizia di Torino per ribadire le proprie istanze. Andrea, rappresentante della Rsa, ha espresso chiaramente la posizione del gruppo: “Nexive si è dimenticata di noi.

Chiediamo ora con forza il riconoscimento della natura reale dei rapporti di lavoro che ci legavano a Postalcoop e il nostro reinserimento nell'organico aziendale”. Questa dichiarazione sottolinea la profonda delusione e la determinazione dei lavoratori a ottenere giustizia.

Nonostante l'invito alla conciliazione da parte del tribunale, l'orientamento prevalente tra i ricorrenti è quello di non accettare alcuna proposta transattiva. La vertenza, che proseguirà con nuove udienze nelle prossime settimane, rimane saldamente incentrata sulla richiesta di vedere riconosciuta la vera natura dei loro contratti e di riottenere un posto di lavoro, dopo essere stati bruscamente privati dell'occupazione a seguito della liquidazione giudiziale di Postalcoop.

La vertenza sulla Naspi a Ivrea

Parallelamente alla causa torinese, un secondo e distinto procedimento legale è stato fissato a Ivrea, in provincia di Torino, per il prossimo 6 ottobre. Questa azione è stata avviata direttamente contro l'Inps e verte sulla cruciale richiesta di ottenere il riconoscimento della Naspi a partire dal 22 novembre 2025, data esatta della liquidazione giudiziale di Postalcoop. La Naspi, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, rappresenta l'indennità mensile di disoccupazione destinata ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente la propria occupazione. La sua richiesta è un elemento fondamentale per garantire un sostegno economico ai 23 ex dipendenti in attesa di una risoluzione definitiva della loro complessa situazione lavorativa.