I lavoratori di Ericsson hanno manifestato la mattina del 1 ottobre 2026 a Genova, posizionandosi strategicamente davanti al Salone Nautico Internazionale. La protesta è stata indetta per contestare i 131 licenziamenti collettivi decisi dall’azienda svedese, una vertenza che ha già visto la convocazione delle parti al ministero per il prossimo 5 ottobre.
La mobilitazione, organizzata dalla Slc Cgil di Genova, ha avuto luogo nel giorno dell’inaugurazione dell’importante manifestazione fieristica, con un presidio attivo nell’area di piazzale Kennedy a partire dalle ore 9:30.
Tra i numerosi cartelli esposti dai manifestanti, spiccava la scritta “Naufragio Ericsson Italia”, simbolo eloquente della difficile situazione che stanno vivendo i dipendenti.
Sonia Montaldo, segretaria generale della Slc Cgil, ha sottolineato come la scelta del Salone Nautico non sia stata casuale. L'obiettivo era garantire la massima visibilità alla vertenza, sfruttando la risonanza mediatica dell'evento e la prevista presenza di importanti rappresentanti politici. Proprio nella giornata inaugurale del Salone, infatti, era attesa a Genova anche la premier Giorgia Meloni, un’occasione per amplificare il messaggio dei lavoratori.
La richiesta sindacale e il confronto al ministero
Al centro della mobilitazione e delle trattative resta ferma la procedura di licenziamento avviata da Ericsson.
La principale richiesta del sindacato è il ritiro della procedura, considerata "sbagliata" e affetta da un "vizio di forma". Questa posizione è stata ribadita con forza da Montaldo, che ha evidenziato l'urgenza di far "tornare l’azienda sui propri passi".
L'appuntamento cruciale per la vertenza è fissato per il 5 ottobre, data della convocazione al ministero. In quella sede, la Slc Cgil intende chiedere al Governo quali siano le strategie e le azioni concrete per risolvere la crisi e sostenere il comparto delle telecomunicazioni in Italia. La segretaria generale ha espresso profonda preoccupazione per il futuro delle 131 famiglie genovesi direttamente coinvolte dai tagli occupazionali.
La Cgil ha inoltre sollecitato un deciso impegno del Governo nel settore delle telecomunicazioni, richiamando le giustificazioni addotte dalla multinazionale svedese.
Ericsson, infatti, ha motivato il suo disimpegno con la costante e progressiva involuzione del mercato italiano, descritto come "in sofferenza" e caratterizzato da dinamiche particolarmente impegnative.
Proseguono mobilitazione e scioperi
La protesta davanti al Salone Nautico non rappresenta la conclusione della mobilitazione. La Slc Cgil ha infatti proclamato uno sciopero di quattro ore per la stessa giornata del 1 ottobre. Ulteriori azioni di lotta sono già state pianificate: una nuova giornata di sciopero è prevista per il 7 ottobre, all'indomani dell'incontro al ministero del 5 ottobre.
La vertenza, dunque, prosegue su un doppio binario: da un lato, la ferma richiesta di revoca della procedura di licenziamento; dall'altro, la ricerca di un confronto istituzionale costruttivo sul futuro del comparto delle telecomunicazioni.
Il presidio al Salone Nautico ha rappresentato un momento significativo per accendere i riflettori su una crisi che coinvolge centinaia di lavoratori e le loro famiglie, evidenziando la determinazione dei sindacati a proseguire la battaglia per la difesa dei posti di lavoro.