I lavoratori Ericsson sono tornati in presidio sotto la Prefettura di Genova il 23 settembre 2026, in concomitanza con lo sciopero indetto contro i 131 licenziamenti annunciati per il polo tecnologico degli Erzelli. La protesta, che coinvolge la sede genovese della multinazionale svedese delle telecomunicazioni, si inserisce nella mobilitazione avviata dopo l'annuncio dei tagli. La Rsu Slc Cgil ha specificato gli obiettivi: attivare la procedura di raffreddamento ex legge 146 per i servizi essenziali e sollecitare un intervento governativo.

Il presidio alla Prefettura mira a richiamare l'attenzione sul mancato riscontro ministeriale alla richiesta di un tavolo nazionale di crisi.

Marcello Dellagiovanna, delegato Rsu Slc Cgil, ha sottolineato la necessità di coinvolgere le istituzioni nazionali e di chiedere conto al prefetto del silenzio ministeriale. Centrale nella vertenza rimane la richiesta all'azienda di ritirare i licenziamenti durante i 45 giorni di confronto.

La pressione per un tavolo nazionale di crisi

La rappresentanza sindacale ha ribadito l'impegno di Comune e Regione a sollecitare a Roma un tavolo nazionale di crisi con i vertici svedesi di Ericsson. Tale richiesta è motivata dalla procedura di licenziamento aperta dall'azienda per il polo degli Erzelli e dai tempi stretti per la conclusione dei tagli. La Rsu Slc Cgil sostiene che Ericsson intenda chiudere tutti i 131 licenziamenti entro dicembre, avendo già respinto l'opzione delle uscite volontarie incentivate.

La posizione sindacale resta ferma sul ritiro dei licenziamenti nel periodo di confronto.

La procedura di raffreddamento, richiamata durante il presidio, riguarda i servizi essenziali ed è vista come fondamentale per aprire uno spazio istituzionale sulla vertenza. La mobilitazione a Genova si sviluppa su due piani: la protesta dei lavoratori contro i licenziamenti e la richiesta di un intervento istituzionale sulla crisi del sito degli Erzelli. La scelta della Prefettura sottolinea la volontà di ottenere risposte sul mancato riscontro ministeriale.

Le precedenti mobilitazioni: il corteo agli Erzelli

La protesta del 23 settembre segue il corteo svoltosi il 14 settembre 2026 agli Erzelli. In quella giornata, i lavoratori erano partiti intorno alle 10.30 dalla sede aziendale, esprimendo il loro dissenso contro i tagli occupazionali. Questa precedente azione ha segnato l'inizio di una serie di mobilitazioni volte a difendere i posti di lavoro e a sollecitare una soluzione alla vertenza.