Il governo presenterà nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge per le tutele sociali dei lavoratori dell’ex Ilva. L'annuncio è giunto l’8 ottobre 2026 da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, all'incontro sindacale a Palazzo Chigi. Prevede una Cassa integrazione legata alla continuità produttiva, non alla chiusura.

Mantovano ha indicato che l'esecutivo valuta ulteriori tutele in conversione. Ha confermato l'obiettivo di una produzione di acciaio green tramite impianti Dri e forni elettrici, purché supportata da un piano industriale credibile.

Confronto a Palazzo Chigi sull'ex Ilva

Il tavolo sull’ex Ilva è stato convocato a Palazzo Chigi l’8 ottobre 2026 alle 18:30. L'incontro verte sullo stabilimento di Taranto, in vista della scadenza del 28 ottobre 2026 per lo spegnimento altiforni. Il Cdm per il decreto sui lavoratori è fissato al 13 ottobre 2026 alle 19:00.

Il decreto mira a tutelare i lavoratori ex Ilva e dell’indotto. Tutela occupazionale e ricadute sull'indotto centrali. La Cassa integrazione è legata alla continuità produttiva.

Emendamenti al decreto ex Ilva in Senato

In Commissione Industria al Senato, il decreto ex Ilva ha visto l'approvazione di due emendamenti analoghi e riformulati, presentati da Luca De Carlo (FdI) e Giorgio Maria Bergesio (Lega).

La modifica elimina il requisito degli impianti strategici per le garanzie annuali sulle discariche di imprese in amministrazione straordinaria.

Questa modifica riguarda le garanzie prestate da Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, per le attività di discarica, anche post-chiusura. L'intervento chiarisce e rafforza le responsabilità.