Novoli e tutto il Salento si stanno preparando, come ogni anno, al tanto atteso evento del 16 gennaio: la Focara. A causa delle abbondanti nevicate cadute nel Salento, i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, patrono di Novoli, con l'accensione della grande focara, sono attesi in tutto il territorio per scaldare gli animi dei fedeli e ravvivare degnamente una tradizione secolare.

La Focara, celebrazione maestosa

La parola focara infatti, in dialetto salentino, oltre a significare un falò di legna da ardere. rappresenta il bisogno della comunità di stare insieme, nello spirito della più viva e popolare tradizione religiosa.

Il 16 gennaio, anche quest'anno, il piccolo centro di Novoli, cittadina a pochi chilometri da Lecce, ripropone la tradizione antichissima del fuoco d’inverno che si intreccia con Sant’Antonio Abate.

I festeggiamenti in onore del Santo protettore si perdono nel tempo e iniziano nel lontano 1664, su concessione del Vescovo Luigi Pappacoda. Alcune fonti attestano la presenza della focara già nel 1868, e nel 1905 secondo alcune testimonianze ci fu la prima accensione, disturbata fra l'altro, da un'intensa nevicata. La grandezza della focara, 20 metri di altezza per 25 di diametro, la sua antica storia e la sua notorietà, anche a livello internazionale, potrebbero farla rientrare nella lista dei beni immateriali e intangibili dell’Unesco.

O Zjar i Madhe, il falò che rivendica la corona

Ma a pochi chilometri di distanza, il 18 marzo di ogni anno si celebra, a San Marzano di San Giuseppe, in Provincia di Taranto, una festa con l'accensione di un altro suggestivo falò.

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Viene chiamato "Zjar i Madhe" che in lingua arbereshe significa fuoco grande. Enormi "fascini" di ulivo vengono posti su carri e mezzi tirati da 50/60 cavalli. Non solo: moltissimi fedeli, almeno 2000, trasportano un fascino per onorare il loro Santo Patrono. Il rito si conclude a tarda sera, intorno alle 23, con l'accensione del grande falò o Zjar i Madhe, come viene soprannominato. Questa tradizione secondo gli abitanti del luogo è la più grande e antica del Sud Italia, essendo nata nel lontano 18 marzo del 1866.

E quindi, è più antica la tradizione di Novoli o quella di San Marzano? Ed, inoltre, qual è il falò più grande, la "Focara" o lo "Zjar i Madhe"? Secondo, il National Geographic, che ha dedicato un documentario alla focara di Novoli è proprio questa la più grande, nel suo genere, in tutto il Mediterraneo, in fatto di dimensioni e maestosità.

Ma al di là delle dimensioni o della storia, è importante che le tradizioni vengano mantenute intatte e che l'identità culturale e religiosa dei popoli si consolidi nel tempo.

Il Salento e la Puglia si confermano così, una grande fucina per il Turismo, grazie anche alla piena valorizzazione delle proprie tradizioni popolari. "Cultura contadina, poliglotta, dove popoli e culti si mescolano nello spazio e nel tempo", così descriveva molti anni fa il Salento l'antropologo Ernesto De Martino, ed è questa la strada che occorre proseguire per il completo sviluppo del nostro territorio.