Una singola immagine. Quella raccapricciante di un topo impiccato, recapitata tramite account whatsapp da un numero non conosciuto. A riceverla, una sindacalista che di recente si è occupata di importanti vertenze sul caporalato, un fenomeno che nel Salento, con maggior frequenza nella zona di Nardò, è ancora molto diffuso e che, i sindacati, stanno cercando di combattere con tutte le loro forze per tutelare i diritti di lavoratori e lavoratrici sfruttati e senza alcuna tutela. Un'attività che evidentemente sta dando fastidio a qualcuno. Valentina Fragassi, segretaria generale di Cgil Lecce, ha prontamente condannato la notizia della presunta intimidazione ed è subito intervenuta a difesa della collega esprimendo la solidarietà di tutta la sezione di Lecce della Cgil ed offrendo il pieno supporto.

La notizia in questione, battuta dal Corriere del Mezzogiorno, parla come detto, della macabra immagine ricevuta il giorno 6 maggio dalla sindacalista. Il numero, seppur visibile, non era tra i contatti conosciuti dalla donna. In merito alla questione, i sindacalisti di Cgil hanno già parlato con il prefetto e oggi sarà anche formalizzata una denuncia contro ignoti. La speranza è che, tramite il numero, si possa risalire velocemente al mittente dell'inquietante messaggio.

La Cgil non intende lasciarsi intimidire

Ancora Valentina Fragrassi ha precisato che l'attività sindacale non arretrerà di un passo di fronte a qualsivoglia minaccia o intimidazione, ricordando che "da tempo abbiamo intrapreso, nel nostro territorio, una lotta in luoghi di lavoro governati da un sistema diffuso di illegalità e sfruttamento; siamo coscienti che il nostro intervento stia seriamente infastidendo chi lucra sulla pelle di lavoratori e lavoratrici deboli e ricattabili".

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Ma la Cgil non intende lasciarsi intimidire: "Una consapevolezza che ci convince ad andare avanti con sempre più determinazione. La strada per i diritti non è mai stata facile, ma non faremo un passo indietro" conclude la segretaria generale Valentina Fragassi.