Dopo quaranta anni lo show dei motori più atteso dagli operatori del settore e dagli appassionati di auto è stato annullato. La crisi ha colpito ancora e il Motor Show di Bologna, più che un'istituzione quasi una leggenda per gli amanti dei motori, per quest'anno "non s'ha da fare". A comunicarne la triste notizia sul social network Facebook è stata la società organizzatrice Gl Events Italia. Poche ma lapidarie parole che hanno lasciato a tutti l'amaro in bocca: "L'assenza del mercato ci spinge ad annullare l'edizione 2013 del salone, sia per rispetto verso il pubblico del Motor Show sia per lavorare in modo produttivo e concreto a eventi futuri che possano contare di nuovo sulla massiccia presenza del settore".

E così anche la trentottesima edizione del Motor Show di Bologna cade sotto la scure pesante di una crisi che non lascia scampo nemmeno al settore automobilistico. Le novità sui motori green meno inquinanti, sui motori ibridi e su quelli elettrici che l'avevano fatta da padrone nella scorsa edizione permettendo alla grande kermesse di esserci ancora nonostante la crisi fosse già in atto, quest'anno non fanno più notizia. Di nuovo c'è ben poco. Perciò BMW-Mini, Chevrolet Opel, Citroen, Peugeot e anche Toyota hanno dato forfait. E di meglio non ha saputo fare la casa nazionale Fiat che già lo scorso anno decise all'ultimo momento la sua partecipazione. Insomma la grande fiera espositiva di motori senza motori non si può fare. E se alla mancanza di nuove idee, si aggiunge il calo crescente della vendita di biglietti (i visitatori paganti sono passati da 840 mila nel 2011 a 400 mila nel 2012), si capisce bene che l'evento ha subito un crollo verticale nonostante gli sforzi della Gl events Italia che ha cercato negli ultimi sei anni di garantire la sopravvivenza dell'unico salone automobilistico italiano.

L'expo di motori di Bologna è vitale per il settore automobilistico italiano che dal 2007 ha fatto registrare un calo di oltre il 50% di produzione e di vendite. Ed è importante anche, e soprattutto, per l'economia locale che sull'evento ogni anno punta molto. Ora ci saranno meno introiti per il turismo, più disagi per gli operatori del settore che dovranno fare i conti con disdette di alberghi e biglietti da rimborsare. Sì, perché tra l'altro la notizia annunciata, nemmeno in modo ufficiale dalle amministrazioni locali, arriva a due mesi dall'evento e molti appassionati che non volevano mancare l'appuntamento si erano già organizzati. Addio, dunque, Motor Show, almeno per quest'anno. Almeno così dicono gli organizzatori che si mostrano ottimisti affermando che lo stop sarà solo temporaneo. Aspettano che il settore dei motori si riprenda per riorganizzare un Motor Show degno delle attese delle case costruttrici di tutti i Paesi del mondo.

Speriamo che sia davvero così. Anche se bisogna fare i conti con il previsto aumento dell'Iva, con la disoccupazione che aumenta e determina il calo delle immatricolazioni (sono passate da 56.715 dello scorso anno a 52.997 del 2013) e, infine, anche con calo sostanzioso dei modelli di auto prodotti (se ne producevano 2.493.000, mentre quest'anno ne sono stati fatti solo 1.250.000). Dati oggettivi questi che, purtroppo, non lasciano molto spazio a rosee previsioni. Con tutta la buona volontà degli organizzatori, questo è un evento che decide il mercato che oggi, e non solo quello automobilistico, sta attraversando una crisi senza pari della quale difficilmente si riesce a vedere la fine.