Anche se ormai i Comuni, dove possibile, preferiscono realizzare delle rotonde al posto di incroci regolati da semafori (la rotonda permette di evitare inutili attese, riducendo i tempi di percorrenza e, soprattutto, lo smog), per la particolare conformazione e struttura delle città italiane sono ancora tantissimi i semafori in funzione.
Fuori discussione il pericolo che si crea passando con il rosso (in questo caso la multa è meritata!), capita quasi quotidianamente di passare con il giallo. E qualche volta capita anche che la luce gialla duri talmente poco da non permettere di sgomberare l’intersezione in sicurezza.
Ma, in assenza di una legge che preveda espressamente quanti secondi deve rimanere accesso il giallo, come si comportano i Comuni? Quale dovrebbe essere la durata corretta?
Il Codice della Strada non stabilisce una durata minima del segnale luminoso di “preavviso di arresto”, quello giallo appunto, ma prevede che:
- tutti i segnali e dispositivi luminosi devono ricevere una omologazione ministeriale, quindi un controllo sulle loro caratteristiche geometriche, cromatiche e di idoneità;
- durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare la striscia di arresto o impegnare l’incrocio o, comunque, non possono superare il semaforo (altrimenti non potrebbero vedere quando scatta il verde!);
- possono passare con il giallo solo i veicoli che, al momento dell’accensione della luce, si trovano così vicini alla striscia di arresto, da non potersi più fermare in condizioni di sufficiente sicurezza; in questo caso, perciò, sono legittimati a passare e sgomberare “sollecitamente” l’area di intersezione “con opportuna prudenza”.
Anche se il Codice della Strada non quantifica la durata minima della luce gialla, è evidente che deve essere tale da consentire il passaggio a chi ormai ha oltrepassato la linea di arresto.
Di conseguenza, i Comuni non possono stabilire una durata troppo bassa, “condannando” a multa certa lo sfortunato autista che passi col giallo alla presenza di un photored oppure di una pattuglia di vigili appostata subito dopo l’incrocio.
Sull’argomento si è espresso anche il Sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, il quale ha chiarito che i tempi adeguati di durata del giallo dovrebbero essere questi:
- 4 secondi nelle strade urbane (con velocità massima di 50-60 chilometri orari);
- 5 secondi fuori dai centri abitati (con velocità massima dai 70 chilometri orari in su).
Zanetti ha anche specificato che sono misure indicative e “minime”, che possono essere liberamente aumentate dai Comuni in base alle specifiche esigenze e caratteristiche delle loro strade.
Pertanto, l’automobilista che passa col giallo (scattato dopo che ha già impegnato l’intersezione), non può e non deve essere multato!
In ogni caso, se il rosso scatta troppo presto perché il giallo dura non più di 3 secondi, una multa potrà essere contestata facendo ricorso al Giudice di Pace.
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