Lo scandalo del dieselgate della Volkswagen, che costerà oltre 20 miliardi alla ditta produttrice per regolarizzare le emissioni entro la data stabilita, ovvero il 7 ottobre, sta per investire anche gli automobilisti italiani che possiedono un modello appartenente non solo al gruppo Volkswagen ma anche Audi, Seat e Skoda. La filiale italiana del colosso tedesco ha deciso di fermare la vendita di tutti i modelli che montano il motore "incriminato", ovvero il 2.0 Tdi da 150 cavalli.

Si tratta di oltre 2 milioni di modelli. Inoltre, quelli già venduti, verranno richiamati in officina per verifiche, controlli e aggiustamenti del caso.

Vetture sottoposte al controllo

La casa automobilistica, in una nota ufficiale, ha precisato che le vetture interessate dalla manipolazione del sofware sono: Golf VI prodotte dal 2008 al 2012, Passat VII dal 2010 al 2014 e Tiguan degli anni dal 2007 al 2015.

Il motore oggetto del controllo è indicato dalla sigla "EA 189". I modelli omologati Euro 6 non sono coinvolti, anche se sotto il cofano montano il suddetto motore perché non sono insicuri alla guida, o pericolosi per la salute, o quantomeno non lo sono più di altri modelli, come ad esempio le vecchie diesel Euro 3 senza filtro antiparticolato.

Come riconoscere se la propria auto monta la centralina "truccata"

Le automobili Euro 6 commercializzate dal 1 settembre 2015 in poi, compresi i modelli sopracitati, e le pre-Euro 5 vendute fino al 2009 sono state giudicate in regola.

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Ambiente

La Volkswagen ha già comunicato che i clienti in possesso delle auto con motore EA 189 verranno contattati singolarmente e con la dovuta celerità, quindi non si correrà il rischio di rimanere inconsapevoli. È bene precisare che i cittadini in possesso di una delle vetture presenti nella "lista nera" non dovranno sborsare nemmeno un centesimo per adeguare la propria macchina alle normative sul controllo delle emissioni; gli interventi saranno totalmente a carico della Volkswagen stessa.

La soluzione proposta dal gruppo tedesco

Il capo del brand Vw del marchio, Herbert Diess, ha comunicato di essere già a lavoro per trovare la giusta soluzione, anche se finora non è noto quale sarà la linea d'azione per farlo. Inoltre, l'amministratore delegato della Vw italia, Massimo Nordio, sostiene che i veicoli circolanti nel nostro paese sono sicuri e a norma. Per quanto riguarda gli interventi, invece, probabilmente interesseranno sia il software che il sistema di iniezione, con l'aggiornamento e la pulizia dell'impianto, mentre meno probabili saranno gli interventi complicati, come ad esempio il montaggio di sistemi post-trattamento dei gas di scarico.

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