Marquez si laurea campione del mondo sul circuito di Motegi in Giappone, proprio a casa della Honda. Un epilogo felice e ovviamente già implicitamente annunciato: il percorso di Marquez è ancora una volta preciso, guida da ragioniere e non si fa scrupoli a guidare la corsa, intenzionato a mettere fine alla rincorsa degli inseguitori. Marquez farà una lunga strada, forse come Rossi, forse meglio. Toglierà al mondo del motociclismo quella rivalità anti-sportiva fatta soprattutto di battibecchi sulla carta stampata, semplicemente con la sua umiltà e il suo sorriso.

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Ancora una volta il talento e la volontà dimostrano che si può vincere anche su una Moto che scoda e pinza fino a farti andare lungo durante le FP4: ma ancora una volta, Marquez ce l'ha fatta e non ha niente da recriminare. L'inno spagnolo corona una generazione impeccabile.

La grande delusione di Valentino

Ennesima delusione per Valentino Rossi e stavolta non più giustificabile: i giovani attorno a lui hanno più ambizione e motivazione, e questo pesa.

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Per Rossi dovrebbe essere arrivato il momento di abbandonare la MotoGp: potrebbe mostrare il suo attaccamento per le corse in un altro modo o creare comunque qualcosa di buono all'interno del circuito. L'ossessione per il decimo titolo finora lo ha portato soltanto a sfiorare il risultato, ma ha evidenziato anche forti limiti caratteriali: andare a zero punti ha pesato notevolmente. Dall'altro lato Lorenzo con la sua caduta, in un gran premio vissuto male già dalle qualifiche, consegna il titolo a Marquez: il maiorchino è alle sue ultime apparizioni con la Yamaha e probabilmente la classifica non fa più differenza.

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Lorenzo quest'anno ha pagato i suoi errori ed è stato meno competitivo rispetto all'anno scorso: chissà se dietro queste manifestazioni si nascondo giochi di potere particolare in casa Yamaha. Tuttavia là fuori c'è un mostro sacrosanto da battere e il prossimo anno tra cambi di scuderia e un Rossi ancora più invecchiato, sarà veramente dura. Onore al giovane talento spagnolo Marc Marquez!

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