A Milano, il 16 ottobre 2026, Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano e attore chiave nello sviluppo della guida autonoma, ha lanciato un allarme sul nuovo Codice della strada italiano. La società, che ha raccolto 38 milioni di euro da investitori come Cdp e A2a, teme che la normativa attuale possa spingere le aziende e gli investimenti all'estero, compromettendo la posizione del Paese in un settore strategico.

Il testo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), pur riconoscendo per la prima volta i veicoli a guida automatizzata e prevedendo la sorveglianza da remoto, ne subordina l'applicazione a un decreto attuativo non ancora disponibile.

Fino a tale emanazione, la presenza di un autista a bordo del veicolo rimane obbligatoria.

Codice della Strada: ostacoli e rischio di delocalizzazione

Luca Foresti, CEO di Niulinx, ha evidenziato due criticità principali: l'obbligo di un autista a bordo e la sua responsabilità legale, anche quando il veicolo opera in modalità autonoma. Questo assetto rende difficile l'avvio di servizi di guida autonoma su strada pubblica in Italia. Il rischio concreto è che operatori come Niulinx siano costretti a spostare le prove di omologazione e l'avvio dei servizi in Paesi europei con normative più avanzate, come Germania e Spagna. Un'eventualità che Foresti definisce "una occasione persa per l'Italia".

La discrepanza tra il riconoscimento dei veicoli autonomi e l'assenza di una disciplina chiara per la supervisione da remoto è il nodo cruciale.

Senza modifiche, le imprese italiane del settore dovranno condurre all'estero le fasi essenziali di testing e omologazione, rallentando lo sviluppo industriale nazionale. Niulinx, con 100 dipendenti e un ufficio a Monaco di Baviera, sviluppa un sistema di guida automatizzata di livello 4 (hardware e software proprietari) installato su Fiat 500e, già in sperimentazione su strada in Italia.

La sfida italiana e la sovranità tecnologica

L'Italia, tramite Niulinx, mira a competere nel panorama globale della guida autonoma, riducendo il divario con Stati Uniti e Cina, dove i robotaxi sono già operativi, seppur in numero limitato. Niulinx intende raggiungere un livello tecnologico pari ai leader internazionali entro 2-3 anni, adottando una strategia iniziale focalizzata su servizi di mobilità condivisa e assistita, in particolare fuori dai grandi centri urbani, piuttosto che sui robotaxi immediati.

Il concetto di sovranità tecnologica è fondamentale. Sergio Matteo Savaresi del Politecnico di Milano ha sottolineato come la guida autonoma di livello 4 sia un'infrastruttura di intelligenza artificiale fisica con vaste implicazioni industriali, territoriali e di sicurezza. Tuttavia, l'Europa e l'Italia incontrano ostacoli normativi: l'Unione Europea richiede l'omologazione per il livello 4, e il Codice della Strada italiano non consente ancora la circolazione ordinaria di veicoli autonomi, segnalando un urgente bisogno di aggiornamento.

Investimenti e visione di Niulinx

Fondata nell'aprile 2026, Niulinx ha completato un round di finanziamento da 38 milioni di euro. Tra i principali investitori figurano A2a e Cdp Venture Capital, con la partecipazione anche di Ferrovie dello Stato Italiane e Pirelli.

La tecnologia, derivante dal gruppo di ricerca AIDA del Politecnico di Milano, copre aspetti chiave quali la percezione dell'ambiente, la pianificazione, il controllo del veicolo e la gestione remota della flotta.

Il modello di business di Niulinx punta a un servizio economicamente sostenibile. Sebbene nella fase iniziale i costi possano essere premium, l'obiettivo a lungo termine è scendere a circa un euro al chilometro o meno, rendendo il servizio competitivo o addirittura più conveniente rispetto al costo complessivo di un'auto privata. La startup sta già sperimentando a Brescia, ha siglato accordi con città italiane ed estere e prevede l'apertura di nuove sedi europee, a conferma delle sue ambizioni di espansione internazionale.