Cresce l’attesa per il concerto live di Liberato sul Lungomare Caracciolo di Napoli, precisamente alla Rotonda Diaz. Così continua il mistero intorno all’artista, la cui identità è protetta dall’anonimato più assoluto. Per il debutto live di Liberato nella “sua” Napoli, "al tramonto", la data scelta è quella del 9 maggio. Non una data casuale: è il titolo della prima canzone, pubblicato il 13 febbraio 2017 su Youtube, ad oggi quasi 9 milioni di views.

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Ecco dove si svolgerà il Concerto.

Concerto di Liberato: da Torino a Napoli

Quattro canzoni, quarantacinque minuti di spettacolo, tre uomini incappucciati in scena e quasi 7mila persone a cantare in napoletano al Padiglione 1 del Lingotto di Torino, dove è andato in scena il primo concerto ufficiale di Liberato. Era il 4 novembre 2017.

L’appuntamento con la sua musica e con l’immaginario tutto napoletano di Liberato si rinnova e sbarca finalmente nella “sua” Partenope. Il 9 maggio, giorno del concerto, sembra “proseguire” i contenuti delle sue canzoni: l’ultima, pubblicata il 3 maggio dal titolo nostalgico “Je te vojo bene assaje”, un milione e 400 mila views in cinque giorni, è stata preceduta di poche ore da “Intostreet” che, oltre a sembrare lo spin off di “Tu te scurdat ‘e me” (il singolo pubblicato appunto il 9 maggio del 2017), contiene una dedica alla squadra azzurra: “A tutto il Napoli, a chi si è impegnato, a chi ci ha creduto, a chi ce crede ancora”.

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Concerto Liberato: cosa accadrà?

In occasione del concerto del 9 maggio sarà rivelata l'identità dell'artista? Se Il Mattino è possibilista all'indomani dell'annuncio dell'evento napoletano, Rolling Stone sembra scettico e non poco. Così anche per il lancio del primo album proprio in occasione del concerto sul Lungomare Caracciolo: "pare che per il primo disco firmato Liberato ci sia ancora da aspettare", rilanciano dalle colonne della rivista a stelle e strisce versione Italia.

È notizia delle ultime ore poi che ad aprire il concerto di Liberato ci saranno i Nu Guinea, duo di adepti del funk di origini napoletane, ora di stanza a Berlino.

Difficile allora che il Lungomare Caracciolo sia il palco del giù la maschera più atteso degli ultimi tempi, ma escluderlo, proprio no. Resta quindi il mistero. Molte le ipotesi formulate. C’è chi porta avanti la tesi di un collettivo, e non pochi infatti parlano di progetto o Collettivo Liberato, e chi crede alla esistenza di un artista “incappucciato” che per ragioni misteriose ha deciso di restare anonimo.

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Chi è Liberato? Gli indizi nella rete

Una delle ipotesi più accreditate è che dietro il misterioso artista ci sia Emanuele Cerullo, poeta napoletano, precisamente di Scampia, e autore del Blog Oltre le vele. Molti hanno provato a strappargli una confessione. Raggiunto al telefono da giornalisti e personaggi dello spettacolo, il poeta partenopeo non ha mai confessato, ma neppure smentito.

Fatto sta che il progetto Liberato è un'opera d’arte di grande successo.

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E i credits di ogni video confermano che a firmarlo è un bel gruppo di professionisti. Ciò non toglie però che dietro ci sia la verve di un autore, capace di creare e portare al successo Liberato e la sua saga. È il poeta Emanuele Cerullo? Ad oggi, non è dato saperlo. Lo scopriremo il 9 maggio? Staremo a vedere.

Un indizio importante sull’identità dell’artista arriva da Francesco Lettieri, il regista dei videoclip da milioni di views su Youtube. Napoletano classe 85 e regista di videoclip di molti artisti della scena Trap italiana, Francesco Lettieri firma i video da milioni di visualizzazioni di Liberato su Youtube. Intervistato e punzecchiato da Repubblica circa la vera identità di Liberato, Lettieri mette subito le cose in chiaro "è uno dei segreti che mi porterò probabilmente nella tomba”. Ma a fine intervista fa una rivelazione: “Quando Liberato è venuto da me e mi ha parlato di questa sua scelta (ndr di mantenere l'anonimato), non ero molto convinto in realtà, avevo molti dubbi". Oltre ad essere sicuri che Lettieri di dubbi non ne ha più, non può sfuggire un particolare: un Liberato (magari non è questo il suo nome) esiste davvero, magari non presta la sua voce all’artista misterioso (o forse sì?), ma almeno potrebbe essere il deus ex machina di questa "soap in musica", dei testi e della sua poetica.

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