L'ironia è l'espediente essenziale per affrontare le prove della vita e il popolo napoletano, da sempre contraddistinto per la vivacità con la quale si cimenta nella risoluzione delle più svariate tematiche della quotidianità, ne è l'esempio lampante. Il personaggio di Pulcinella, uno dei simboli indiscussi della città partenopea, è senza dubbio la consacrazione del carattere del più comune uomo napoletano, celato dietro quell'inconfondibile maschera che da secoli viene messa in scena ed interpretata da illustri nomi del mondo del teatro e dello spettacolo.

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Da qualche mese Pulcinella, questo simpatico uomo che riesce ad averla vinta su ogni nemico che si presenta inesorabilmente sul suo cammino, è divenuto protagonista dell'iniziativa gratuita Domenica al Museo promossa dal Ministero dei Beni Culturali nel 2014 e sposata in pieno nell'intento anche dal Museo di San Martino. Ogni prima domenica del mese, infatti, l'antica arte del teatrino delle guarattelle riprende vita nella location unica che fu il monastero dell'ordine dei certosini fino al 1799, riportando in auge la maschera di Pulcinella attraverso la rappresentazione di spettacolini di diversi guarattellari ancora presenti in città.

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E se da un lato l'impatto della tecnologia ha influito notevolmente sulle modalità di divertimento dei bambini lanciando sul mercato strumenti avanzati che provocano inevitabilmente l'estinzione di vecchi passatempi, dall'altro sono numerose le famiglie che accompagnano i propri piccoli agli spettacoli di guarattelle alla Certosa, dimostrando una buona risposta all'iniziativa ed anche la volontà ed il bisogno di lasciare nelle nuove generazioni l'impronta di antiche e preziose abitudini.

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Curiosità

Il fascino delle guarattelle conquista adulti e bambini

Raggiungere largo San Martino è di per sè un'esperienza magnifica, dato che la Certosa si erge in un punto meravigliosamente panoramico della città, ma la magia degli spettacoli che per la quarta domenica di quest'anno ha avvolto gli spettatori ed amatori di guarattelle è davvero tangibile.

L'esordio degli spettacolini che si svolgono nel Chiostro del Procuratore si è avuto il 7 gennaio con 'Storie di Pulcinella' di Bruno Leone, guarattellaro internazionale che ha contribuito non poco nella custodia, tutela e divulgazione di quest'arte; Irene Vecchia, invece, ha proposto 'Pulcinella e le guarattelle' il 4 febbraio; 'Pulcinella innamorato-guarattelle' è stato messo in scena da Pantaleo Annese il 4 marzo e l'ultima rappresentazione è stata a cura della guarattellara Selvaggia Filippini accompagnata musicalmente da Davide Chimenti il 6 maggio.

La promotrice di questi eventi è Rita Pastorelli, direttrice della Certosa che, insieme all'equipe di collaboratori che lavorano al museo e che curano le svariate iniziative di sovente proposte, ha permesso a bambini e adulti di tornare a sognare. Ogni spettacolino è pubblicizzato e divulgato attraverso la pagina Facebook della Certosa, conquistando un pubblico sempre più numeroso che non ha alcun limite di età.

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La sezione teatrale di San Martino

Il Museo di San Martino è considerato da sempre il museo della città, nato con l'intento di raccogliere e mettere insieme la storia di Napoli attraverso i più illustri artisti che nei secoli si sono prestati nel racconto della città attraverso la propria arte. Ogni opera è catalogata in un'apposita sezione, che ha lo scopo di descrivere nel dettaglio e con parsimonia creazioni che vanno dal teatro al presepio, dalle imbarcazioni e carrozze reali a periodi particolarmente prolifici per l'arte partenopea come l'Ottocento.

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Ed è proprio la sezione teatrale che negli ultimi tempi riscuote l'interesse e la curiosità dei cittadini, grazie alla recente donazione del professore Stelio di Bello e agli imminenti spettacoli di guarattelle. Nell'aprile 2017 le donazioni di maschere, Pulcinella e guarattelle a cura di Stelio e Marinetta di Bello e l'esposizione di pupi dell'Ottocento, hanno arricchito ulteriormente il patrimonio di opere conservate nella sezione, già contenente l'arte dell'indimenticabile di pittori come Vincenzo Irolli, oppure una particolare ed attenta descrizione storica del Teatro San Carlino con plastici, stampe e cimeli e molto molto altro ancora.

L'impegno dei curatori degli spettacoli di guarattelle alla Certosa

Tutti gli spettacolini di guarattelle hanno lo scopo di mantenere viva la figura di Pulcinella attraverso un'arte ormai a rischio dimenticanza e l'impegno profuso per quest'iniziativa non può lasciare indifferenti i tanti visitatori che ultimamente respirano un'aria nuova alla Certosa. Dietro ogni evento c'è l'attenta cura degli organizzatori e promotori delle attività del museo, a testimonianza dell'amore nutrito nei confronti della propria città.

'È una rassegna che noi abbiamo avviato a partire da gennaio e devo dire che la risposta del pubblico è di volta in volta più amplificata', spiega Alessandra De Luca, una curatrice degli spettacolini di guarattelle, 'Sta diventando un appuntamento ricorrente per le famiglie che ritornano ed è anche una sorpresa per i visitatori di passaggio che partecipando alla domenica gratuita possono apprezzare questo spettacolo. Cerchiamo di recuperare anche filologicamente la storia delle antiche guarattelle, operazione che abbiamo fatto dedicando alla maschera di Pulcinella e alle guarattelle un'intera sala della nostra sezione teatrale'.

A detta di Antonella Cascini, altra organizzatrice 'Il Museo di San Martino si sta aprendo a nuovi pubblici e per arrivare a quest'obiettivo stiamo sfruttando tantissime opportunità che la Certosa propone tra cui per esempio quella di rivitalizzare una tradizione che era un po' scomparsa, collegandoci alla nuova riattivazione di questa sala dedicata a Pulcinella della sezione teatrale. Quindi dedicare questi appuntamenti mensili a questa figura un po' dimenticata, ci fa vedere oggi come anche nelle passate edizioni quanto invece sia vivo e vivace Pulcinella, soprattutto perché i bambini ridono a squarciagola facendoci capire che questi divertimenti non sono del tutto perduti ma sono ancora attuali. Pulcinella è vivo', ed aggiunge: 'La nuova direzione si sta collegando molto con le associazioni del territorio e tutto nasce dall'interazione, perché anche questo è stato possibile grazie al professore Di Bello che ha donato parte della sua collezione al museo. Facciamo da punto di riferimento e catalizzatore per fare rete e a proposito dei nuovi appuntamenti abbiamo anche avviato, sempre per quanto riguarda le connessioni del territorio, una collaborazione con una rete di associazioni che opera a favore delle famiglie e dei bambini che si chiama Family-Friendly, attraverso laboratori per bambini ogni seconda domenica del mese'.

'Inquadrare la figura di Pulcinella non è una cosa facile...', ha ribadito Michele Iodice, organizzatore, 'Grazie alla donazione del professore Di Bello abbiamo avuto l'opportunità di avanzare un po' con quello che è il progetto generale della sezione teatrale perché, in quanto museo della città, la Certosa ha vari rami e interessi di quelle che sono state le presenze e le attività e gli aspetti culturali della città dal popolare a quello più colto e quindi più importante. La sezione delle guarattelle insieme a quella dei pupi rappresenta la parte popolare e di trasmissione di tutta una serie di valori di un tempo. Lo stesso Pulcinella è in fondo l'emblema del napoletano, di Napoli, un po' qualunquista... malgrado oggi certi valori vadano corretti, Pulcinella è un po' quello che noi tutti cittadini abbiamo imparato per adattarci nelle situazioni, anche per capire con un taglio più psicologico quali possono essere le opportunità per sopravvivere. È una lezione di vita perché prende spunto da piccoli valori quotidiani per poi arrivare a teorizzare forse con il teatro classico a dei valori un po' più aulici, un po' più alto'.

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