Ricordate il film di successo "Io speriamo che me la cavo" interpretato dal grande attore comico italiano Paolo Villaggio nel 1992? La pellicola trae origine da un libro di Marcello D'Orta, pubblicato nel 1990, nel quale si narrano le vicende quotidiane di un gruppo di studenti della Scuola di Arzano (provincia di Napoli). Nello specifico gli alunni sono costretti a convivere con la precarietà e si ritrovano spesso ad affrontare situazioni drammatiche perché vivono in un contesto sociale fortemente condizionato da camorra, droga e prostituzione.

La storia del libro dimostra come sia indispensabile il contributo formativo della scuola per evitare che i ragazzi imbocchino strade pericolose. In un contesto così complicato gli insegnanti sono chiamati ad indirizzare gli studenti verso percorsi sociali migliori.

Lo spettacolo teatrale dei ragazzi del Ceschelli

Il 30 maggio 2018 alle 18:30, al Cinema Teatro Italia di San Giuseppe Vesuviano, gli alunni delle terze classi della scuola media Don Gino Ceschelli hanno portato in scena lo spettacolo "Io speriamo che me la cavo".

Nella circostanza le docenti che hanno curato il progetto si sono ispirate alla versione musicale proposta nel 2007 dall'attore e regista italiano Maurizio Casagrande con le musiche del grande Enzo Gragnaniello.

La scelta di questo testo rientra nel programma della scuola media Ceschelli che da tempo è impegnata attivamente sulla delicata tematica della legalità. L'obiettivo principale di manifestazioni e progetti ad hoc è quello di formare i ragazzi ad un futuro di giustizia e necessaria etica.

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Scuola

La narrazione di "Io speriamo che me la cavo" dimostra come, attraverso il maestro timido ed impacciato Marcello Aprile, si possano denunciare situazioni delicata (lo spaccio della droga) con coraggio. Le professoresse dell'Istituto Comprensivo napoletano che hanno elaborato l'interessante progetto sono Maria Antonia Cortile e Lucia Marciano. Da rilevare che le insegnanti hanno ribadito di essersi ispirate al testo di Marcello D'Orta perché insegna come il bene e la giustizia possano davvero trionfare sul male.

Nel ringraziare la dirigente scolastica Angela Agovino, che ha reso possibile questo nuovo progetto sulla legalità, le professoresse hanno sottolineato quanto gli studenti siano stati felici di esprimersi attraverso ciò che più amano: la musica, la danza ed il teatro.

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